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sabato 4 gennaio 2020

Triangle du Tacul - Goulotte Chéré

Presenti: Luca, Pietro

Il capitolo secondo della saga 'progetti improbabili in zona Bianco' doveva prevedere la salita in giornata del couloir Couturier all'Aiguille Verte con relativa discesa in sci. Improbabile, direte voi, perche' con la telecabina del Grands Montets notoriamente chiusa da piu' di un anno sono 3000 metri di dislivello. Con gli sci. D'altra parte, e' anche evidente che a questi due disagiati le sfacchinate in giornata piacciano parecchio. No, semplicemente pensavamo che la funivia fosse aperta. Rapido cambio di programma dell'ultimo momento: saranno formate le goulotte sul Tacul? - Probabilmente no, e' presto. Friend ne abbiamo? - No. Perfetto allora andiamo.

Ed eccoci allora a scivolare giu' dai pendii dell'Aiguille du Midi in direzione Tacul, completamente soli, con l'unica compagnia di un leggero spindrift. Poesia. Luca fa la cacca.

Rapido cambio di assetto alla base del conoide, di un bel ghiaccio nero decisamente invitante. Facciamo un tiro per superarlo. Procediamo poi su ghiaccio sottile, ma solido. Le viti non entrano mai fino in fondo ma sappiamo arrangiarci con creativita' e grandi sgattate sul bel granito del triangolo. Sul tiro centrale la situazione e' buona, gran divertimento.

Verso l'una decidiamo di calarci, le giornate sono corte, le famiglie a casa aspettano e non abbiamo idea delle condizioni di innevamento giu' in basso. Sci ai piedi iniziamo a perdere quota ringraziando i sastrugi e la crosta ventata che danno il giusto sapore alla discesa. Panorama incredibile, mi calo nel ruolo di guida turistica per Luca che non ha mai bazzicato la zona.

Scivoliamo pigramente giu' per la Mer de Glace, superiamo la stazione di Montenvers e con appena un centinaio di metri sci in spalla recuperiamo la stradina innevata che ci porta, con largo anticipo, fino a Chamonix.

E' sempre bello passare una giornata in montagna in buona compagnia.

P.


Noi e lo spindrift 
Cacca



Magrezza e ghiaccio nero 
Prima sosta








Doppie 
Doppia sul conoide





In modalita' guida turistica






martedì 29 dicembre 2015

Monte Brusà (2890 m) - Couloir Est

PRESENTI: Ale, Miche, Masa


Le precipitazioni continuano orgogliose a snobbare l'arco alpino ma l'avvenuto scavallamento del solstizio garantisce, almeno sopra una certa quota,  temperature che si possono definire "non eccessive"

Non ci facciamo scoraggiare e impugnando ancora una volta i nostri buffi fioretti d'acciaio con elsa in gomma facciamo rotta verso l'alta Val di Susa.

Verso le 7:30 raccogliamo Ale in una rotonda di Cesana, procediamo verso Sauze di Cesana, oltrepassiamo il "Ponte Terribile" e, grazie alle condizioni autunnali, raggiungiamo in auto il bellissimo pianoro di Brusà del Planes.

L'avvicinamento procede in maniera non del tutto lineare: prima lungo il corso del torrente, abbandonandolo poi per la sua sinistra orografica per re-incontrarlo dove i vari conoidi del Brusà si riuniscono in un ruscello ghiacciato.
A 2600m circa di quota il canale impenna decisamente: corde, viti, ramponi, piccozze ed assicuratori entrano in azione.
Il primo tiro si concede senza troppa ritrosia. I due successivi si presentano molto più "in piedi" e con ghiaccio più duro costringendoci ad una fitta abbottonatura di viti.
Il couloir diventa poi più semplice portando all'uscita con due lunghezze di neve e roccia che facciamo di conserva lunga. 

Da qui - come spesso accade - si raggiunge la vetta per facili roccette. 
Rientro per un canale parallelo dalle pendenze decisamente più dolci e camminabili.
 

Ottima salita in un bellissimo ambiente che regala colori autunnali abbinati a giornate ormai brevi, salutiamo la Val Susa augurandole le nevicate che il periodo e il luogo meriterebbero.
















lunedì 21 dicembre 2015

Monte Nero (3344 m) - Couloir dell'H

PRESENTI: Ale e Luca.


Ormai il calendario segna le porte dell'inverno, ma temperature e ambiente ricordano più un inizio autunno. Avvicinamenti senza neve, spolverata bianca solo in alto e purtroppo nessuna possibilità di mettere gli sci...

Cogliamo l'occasione per visitare un posto tutto nuovo per noi, e con qualche ora di macchina in più del solito risaliamo, finchè possibile, la strada della Val Nambrone. 
Con un avvicinamento molto breve arriviamo al Rifugio Segantini. Aperitivo, splendido tramonto sulle Dolomiti di Brenta e risotto per cena, nel locale invernale la temperatura è tutt'altro che mite e passiamo la notte con il piumino pesante addosso.

Intorno alle 5 iniziamo a camminare per il vallone, presto Luca inizia a prendere a piccozzate il fiume ghiacciato in cerca di acqua, e dopo essersi surgelato le mani riesce anche nel suo intento.
Dopo un girovagare per morene e detriti reperiamo una traccia di sentiero, intorno alle 7.30, alle prime luci siamo all'attacco.

Dopo un primo tiro su ghiaccio l'itinerario diventa un canale nevoso che si inoltra tra alte pareti di granito e  dopo una breve zona con ghiaccio e rocce affioranti si arriva alla parte più tecnica. Qui un paio di tiri di misto particolarmente asciutti rendono l'itinerario dicisamente variegato, a tratti delicato su ghiaccio sottile, e molto divertente nelle sezioni dove si devono superare i massi incastrati, un'ultima lunghezza su neve ci fa uscire in cima, al sole con temperature quasi estive in una giornata senza neanche una nuvola...

Scendiamo per la normale che viene dalla Presanella e chiudiamo l'anello rientrando al rifugio, merenda rapida e andiamo verso la macchina. Ci concediamo una pausa birra a Pinzolo prima di iniziare il lungo viaggio in macchina, contenti della bella salita in questa strana giornata di dicembre.