Visualizzazione post con etichetta parete nord. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta parete nord. Mostra tutti i post

mercoledì 30 maggio 2018

Curve di fine stagione

PRESENTI: Ale, Luca Nomenomen, Masa

Dopo un inverno tanto nevoso era giusto sfruttare l'occasione per fare ancora una sciata.
Non ci vuole molto a convincere Masa (a dire il vero non c'è voluto proprio niente) e per una coincidenza fortuita si unisce pure Luca, col quale per impegni differenti, ci incontreremo direttamente al rifugio Chabod sabato mattina presto.

Dopo una cena in ottima compagnia con altri 2 ragazzi, alle 4 del mattino compare il socio direttamente dal parcheggio...
Procediamo assieme, un po' di circo tra slittamenti di pelli e traversi, e arriviamo alla terminale completamente chiusa, saliamo la nord classica e ci portiamo sulla cresta sommitale del Gran Paradiso, la linea appena salita non è del tutto sciabile come speravamo così optiamo per scendere la variante, nota come "Via Adami", dove la neve è piuttosto compatta, ma stando un po' abbottonati si lascia sciare.

Dalla terminale in giù ottima primaverile di puro godimento fino all'inizio del bosco e da quota 2100 circa ci tocca proseguire a piedi, ma per essere il 26 maggio non è niente male! 
















   


















martedì 24 maggio 2016

Les Courtes (3856 m) - Via degli Svizzeri

PRESENTI: Ale, Pietro


Andare nel massiccio del Monte Bianco è sempre un vero spettacolo, il bacino dell'Argentiere forse è da considerare tra i versanti più belli. Le funivie già chiuse per la pausa primaverile gli danno un tocco ancora più selvaggio, anche se forse un passaggio fino all'intermedia di Lognan lo avremmo anche gradito...
Da quota 1900 si riesce a procedere in pelli e sotto un sole piuttosto agguerrito raggiungiamo il Rifugio Argentière. 
Passiamo il pomeriggio a mangiare e bere osservando l'imponente e spettacolare panorama che spicca davanti a noi... le impoenti Droites, le ripide linee ormai famose per lo sci ripido che scendono dall'Aiguille Verte, proprio in quel momento 3 ragazzi sono impegnati sul Couturier e osserviamo la loro discesa. Viste la giornate ormai lunghe non possiamo goderci il tramonto e alle 8 siamo già in branda..

Sveglia ore 2, colazione e scendiamo sul ghiacciaio scivolando malamente in sci viste le pelli già attaccate...alle 4 siamo nei pressi della terminale dove dopo qualche tentativo e alcune difficoltà riusciamo a superarla, senza farci mancare qualche numero da circo.
Proseguiamo in un primo momento, su neve un po' sfondosa ma dove iniza a impennare è subito ottima e facilita la progressione.
Impieghiamo più tempo del previsto a raggiungere la goulotte più ripida, reperiamo residui di una traccia del giorno prima, ma il ghiaccio è anche qui buono e divertente. Con 2 lunghezze siamo al pendio di neve. Da lì in breve raggiungiamo il sucessivo risalto ripido che si presenta con molta roccia fuori, lo superiamo con un tiro e siamo fuori dalle difficoltà. Da qui si sale per ripidi pendii di neve che con un po' di fatica ci portano in vetta.

Qualche nuvola comincia ad arrivare, acceleriamo i convenevoli, seguiamo la crestina e raggiungiamo subito il colle della Nord-Est, dove poco sotto ci concediamo una pausa ristoratrice, (per fortuna il formaggio non manca mai)... Via picche e ramponi e prendiamo un "mezzo" decisamente più comodo, gli sci...

Primo tratto su neve cotta, sembra dare il colpo di grazie alle gambe, ma poco sotto sul lato destro dove il sole ha battuto meno, la neve è quasi al top! Polvere! Un piacere da sciare... tra una pausa e l'altra per darci un po' di tregua.  

Sotto ovviamente diventa più pesante ma si riesce a scivolare bene anche sul ghiacciaio, recuperiamo ciò che avevamo parcheggiato in prossimità di alcuni sassi, ottima occasione per metter qualcosa nello stomaco. Proseguiamo verso gli impianti di Argentiere e per residue lingue di neve sulla pista riusciamo ad arrivare piuttosto in basso dove in neanche mezz'ora a piedi siamo alla macchina, stanchi ma superconenti.

Un giro splendido sia salita che discesa, per noi impegnativa e di tutta soddisfazione... pensare che gli Svizzeri C. Cornaz e R. Mathey l'abbiano salita per la prima volta il 31 luglio 1938 fa davvero pensare a cosa fossero in grado di fare ai tempi.


























 












martedì 24 novembre 2015

Freddo e disagio di fine novembre.

"Gli occhiali, come l'amore e l'attacco delle vie, non sempre sono lì dove li stai cercando."

Hans Kegelmeiner.



mercoledì 3 giugno 2015

Fletschhorn (3993 m) - Parete Nord

PRESENTI: Ale, Luca.


Difficoltà: I :: 5.2 :: E2

Esposizione: Nord


Dopo diversi cambi di piani dovuti al meteo variabile, domenica pomeriggio partiamo in direzione passo del Sempione: superato Simplon Dorf parcheggiamo proprio dal tornante prima del casolare di Rossboden.

Notte in tenda e colazione in totale tranquillità: per una volta abbiamo una giornata intera per l’avvicinamento, (temevamo affollamento al bivacco). Il cielo è coperto, ma ci incamminiamo speranzosi lungo la morena che sale l’ampio vallone glaciale. Calziamo gli sci alla prima neve e proseguiamo; ben presto realizziamo di aver sbagliato il lato della morena; così con un po' di circo su pietre e neve traversiamo e risaliamo a piedi un pendio per guadagnare l’itinerario corretto; da lì seguendo il vallone che sale verso sinistra raggiungiamo il colletto dove si trova il bivacco Piero de Zen.

Pranziamo: uova sode, speck, formaggio e trascorriamo il pomeriggio a bere te e brodo caldo; il nostro obiettivo si svela soltanto nel tardo pomeriggio comparendo poco a poco tra le nubi… Qualche partita a carte, discorsi ottimistici sul miglioramento del meteo e arriva l’ora di cena, verso le 20.30 arrivano al bivacco anche 2 ragazzi di Milano, ma noi poco dopo andiamo a dormire.

Sveglia alle 3 e fuori nevischia, partiamo comunque fiduciosi, la visibilità verso la pianura è buona… Raggiungiamo la terminale, cambio d’assetto e passiamo senza problemi, mentre saliamo, le nuvole salgono assieme a noi, mantenendo sempre una distanza di 100 metri sopra le nostre teste; albeggia e tutto si colora… La neve ogni tanto è un po' sfondosa, ma dandoci il cambio spesso, procediamo ad un buon ritmo (Luca ha pur sempre lo spirito del garista). La neve migliora, proprio la farina pressata che speravamo, solo negli ultimi 80 metri sotto le neve si sente un po’ di ghiaccio, ma è ben coperto.

Usciti in cresta ci accoglie un vento gelido, ma uno stupendo panorama su Monte Rosa e Mischabel, raggiungiamo la vetta alle 7.30 dove il freddo è davvero pungente: il mare di nubi che si interseca tra le valli sottostanti crea davvero un bel gioco di luce, e dedichiamo alcuni minuti a qualche scatto.

Luca aggiusta i pantaloni, io sblocco il bastoncino, mettiamo gli sci ai piedi e scendiamo verso l’ingresso della parete, la visibilità è sempre variabile e andiamo un po’ lunghi, siamo così costretti a scalettare alcuni metri per ritrovare l’ingresso corretto.

Suggestiva entrata tra le cornici ma si riesce subito a curvare, la neve dà un’ottima risposta, e dopo un inizio con sciata un po’ controllata, sfruttiamo la vastità del pendio con curve più ampie, nella parte inferiore la neve ha leggermente mollato ma sotto gli sci è sempre perfetta. Dopo la terminale cerchiamo di tagliare alti e riusciamo ad arrivare direttamente al bivacco. Pane, formaggio, un te, riassettiamo gli zaini e scendiamo verso valle. Divertente neve primaverile fino in fondo, stavolta dal lato giusto della morena, godendoci le ultime curve di stagione arriviamo sci ai piedi fino alla macchina, felicissimi di non camallare, essendo ormai il 2 giugno …

E’ presto rispetto a quanto previsto, ci godiamo i raggi del sole distesi sul prato nei pressi di Rossboden, per poi ripartire verso birra e panino ad Iselle.


Video