Con un po' di ritardo, ma solo di un paio di mesi...
(se clikki sulla foto succedono delle cose)
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mercoledì 28 settembre 2016
venerdì 7 agosto 2015
Trasferta Valdostana
PRESENTI: Ale, Luca.
Sembrava dovessimo fare una settimana intera, progetti sul Bianco progetti sul Rosa, alla fine ci ritroviamo con 3 giorni buoni, ma non ci possiamo certo lamentare....
Saliamo a Punta Helbronner con la nuova funivia "Skyway"in mezzo a turisti di ogni genere, alleggeriamo lo zaino al rifugio Torino e proseguiamo verso il Dente del Gigante, in un'ora e mezza circa siamo alla gengiva, dicisamente molto affollata... Aspettiamo quasi un'ora e mezza a prendere il sole insieme a dei simpatici ragazzi austriaci.
Finalmente iniziamo a salire in coda dietro alle numerose cordate davanti a noi.. Dopo i primi 2 tiri con diverse attese cercando di non ostacolarci troppo con gli altri, arriviamo alle famose placche "burger"imbiancate di neve, l'affollamento è superiore a quanto potessimo immaginare, e dopo qualche esitazione decidiamo che è il momento di superare più gente possibile e levarci dall'ingorgo, nei 2 tiri seguenti superiamo 5 cordate, con numeri da circo e intrecci di corde usando senza pietà i canaponi, dopo l'anticima in breve raggiungiamo la madonnina di vetta. Scendiamo prima dell'arrivo di tutti, e con 4 doppie siamo dinuovo al nevaio e scendiamo verso il Rif Torino.
Cena in terrazza dove incrociamo un gruppo di genvesi con lo stesso nostro programma per il giorno seguente: sveglia alle 4 e via spediti verso il Trident du Tacul, terminale abbastanza ok, e dal canale per rocce rotte arriviamo all'attacco della Lepiney.
Per i primi 3 tiri godiamo della compagnia dello zaino, per semplificarci le cose in discesa ed evitare di passare nel canale durante le ore più calde... lasciamo il sacco ad una cengia dove parte il tiro più impegnativo e proseguiamo a salirlo, e via via i tiri seguenti, sempre vari con diedri, lame, fessure e camini, dove si riescono a mettere facilmente protezioni veloci; un'arrampicata diversa dal solito: per noi è la prima volta sui satelliti del monte bianco e scalare in questo ambiente ci esalta non poco. L'ultimo tiro è decisamente faticoso eppure è gradato solo IV+, dalla cima siamo al cospetto del versante sud-est del Bianco e dell'imponente Grand Capucin, dove vediamo diverse cordate impegnate su varie vie.... ci prendiamo la nostra pausa fontina, e iniziamo le doppie, recuperiamo gli zaini alla sosta e proseguiamo scendendo sulla verticale sotto di noi, raggiungiamo il ghiacciaio e rientriamo al Torino.
Ci rilassiamo un po' e andiamo a scoprire le varie novità della nuova struttura di Punta Helbronner, dopo un giro all'orto botanico del Pavillon scendiamo a valle, per un'ottima merenda da Pan per Focaccia, 2 vasche per negozi a Courmayeur, e ci spostiamo in Val Ferret, dove campeggiamo nello splendido campeggio di Tronchey.
Il meteo previsto per il giorno seguente non è dei migliori, così decidiamo per una via in fondo valle nei pressi del Rif Dalmazzi, alla parete dei Titani, "Venus". Dopo qualche giro di troppo nel cercare la via arriviamo all'attacco, granito ancora differente dal giorno prima, ma roccia stupenda, purtroppo dopo metà via inizia a piovere e siamo costretti a scendere.
Un'ultima merendona ad Arnouva ed è ora di rientrare verso casa.
Sembrava dovessimo fare una settimana intera, progetti sul Bianco progetti sul Rosa, alla fine ci ritroviamo con 3 giorni buoni, ma non ci possiamo certo lamentare....
Saliamo a Punta Helbronner con la nuova funivia "Skyway"in mezzo a turisti di ogni genere, alleggeriamo lo zaino al rifugio Torino e proseguiamo verso il Dente del Gigante, in un'ora e mezza circa siamo alla gengiva, dicisamente molto affollata... Aspettiamo quasi un'ora e mezza a prendere il sole insieme a dei simpatici ragazzi austriaci.
Finalmente iniziamo a salire in coda dietro alle numerose cordate davanti a noi.. Dopo i primi 2 tiri con diverse attese cercando di non ostacolarci troppo con gli altri, arriviamo alle famose placche "burger"imbiancate di neve, l'affollamento è superiore a quanto potessimo immaginare, e dopo qualche esitazione decidiamo che è il momento di superare più gente possibile e levarci dall'ingorgo, nei 2 tiri seguenti superiamo 5 cordate, con numeri da circo e intrecci di corde usando senza pietà i canaponi, dopo l'anticima in breve raggiungiamo la madonnina di vetta. Scendiamo prima dell'arrivo di tutti, e con 4 doppie siamo dinuovo al nevaio e scendiamo verso il Rif Torino.
Cena in terrazza dove incrociamo un gruppo di genvesi con lo stesso nostro programma per il giorno seguente: sveglia alle 4 e via spediti verso il Trident du Tacul, terminale abbastanza ok, e dal canale per rocce rotte arriviamo all'attacco della Lepiney.
Per i primi 3 tiri godiamo della compagnia dello zaino, per semplificarci le cose in discesa ed evitare di passare nel canale durante le ore più calde... lasciamo il sacco ad una cengia dove parte il tiro più impegnativo e proseguiamo a salirlo, e via via i tiri seguenti, sempre vari con diedri, lame, fessure e camini, dove si riescono a mettere facilmente protezioni veloci; un'arrampicata diversa dal solito: per noi è la prima volta sui satelliti del monte bianco e scalare in questo ambiente ci esalta non poco. L'ultimo tiro è decisamente faticoso eppure è gradato solo IV+, dalla cima siamo al cospetto del versante sud-est del Bianco e dell'imponente Grand Capucin, dove vediamo diverse cordate impegnate su varie vie.... ci prendiamo la nostra pausa fontina, e iniziamo le doppie, recuperiamo gli zaini alla sosta e proseguiamo scendendo sulla verticale sotto di noi, raggiungiamo il ghiacciaio e rientriamo al Torino.
Ci rilassiamo un po' e andiamo a scoprire le varie novità della nuova struttura di Punta Helbronner, dopo un giro all'orto botanico del Pavillon scendiamo a valle, per un'ottima merenda da Pan per Focaccia, 2 vasche per negozi a Courmayeur, e ci spostiamo in Val Ferret, dove campeggiamo nello splendido campeggio di Tronchey.
Il meteo previsto per il giorno seguente non è dei migliori, così decidiamo per una via in fondo valle nei pressi del Rif Dalmazzi, alla parete dei Titani, "Venus". Dopo qualche giro di troppo nel cercare la via arriviamo all'attacco, granito ancora differente dal giorno prima, ma roccia stupenda, purtroppo dopo metà via inizia a piovere e siamo costretti a scendere.
Un'ultima merendona ad Arnouva ed è ora di rientrare verso casa.
lunedì 20 aprile 2015
Breche Victor Chaud (3142 m), couloir Pélas Verney
PRESENTI: Ale, Masa, Pietro.
Difficoltà: 5.3 :: E2
Esposizione: Nord
Questa volta ci dirigiamo negli Ecrins... siamo già stati in zona per la più famosa Barre, per scalare sul calcare di Briançon, ma mai per sciare... qualche foto sul web ci fa scoprire questo splendido canale e ci convince subito ad andare a vedere com'è...
Partiamo da Genova venerdì nel primo pomeriggio e piazziamo una tenda alla partenza del sentiero in direzione rifugio Pelvoux. Aperitivo e cena accanto al fuoco e la serata passa nel migliore dei modi...Il giorno dopo alle 5 siamo già in cammino nel bosco, il sentiero sale poco e si inoltra in un ampio vallone, per ora non c'è traccia di neve e ironizziamo divertiti sul nostro essere pesantemente fuoriluogo...
Dopo 2 ore inizia la neve, siamo all'inizio del conoide, vista la buona portanza e la pendenza calziamo direttamente i ramponi, oggi le pelli le abbiam portate a spasso nello zaino.
Dritto davanti a noi, 850 metri più duecento di conoide, si intravede il canale ma si perde subito tra le alte pareti che lo sovrastano.
Saliamo rapidamente il conoide e la prima metà di canale su neve dura. La "linea" si svela pian piano mostrando tratti più ampi che dalle foto non sembravano possibili.
Nella seconda metà la neve diventa sfondosa e l'ambiente mostra un aspetto decisamente invernale... la progressione rallenta ma raggiungiamo la rigola finale, ripida stretta e suggestiva proprio come era sembrato nelle foto online, alle 10.30 siamo alla breche; dove arriva anche un poco di sole.
Pausa ricreativa e ragioniamo un po' sulla discesa, il primo pezzo non è sciabile, così attrezziamo 2 doppie sci ai piedi per scendere fino a dove il canale è largo abbastanza da accogliere gli sci di traverso, la neve è ottima e permette di azzardare qualche curva un po' aerea, ma spesso si impatta su rocce nascoste dalla neve riportata...
Usciti dalla rigola il canale si allarga e concede curve ben più ampie, prima su neve fresca morbida, scendendo più compatta ma sempre con ottimo grip... il canale sembra non finire mai, uno spettacolo! Sbuchiamo infine al sole sul conoide su neve ormai cotta dal sole e ci lasciamo andare in curvoni fino al fiume. 10 minuti di relax e riprendiamo il sentiero percorso al mattino, in veste totalmente estiva fino ad Ailefroide; saliamo in macchina verso una meritata birra con crepes a Vallouise.
Video
PM
Difficoltà: 5.3 :: E2
Esposizione: Nord
Questa volta ci dirigiamo negli Ecrins... siamo già stati in zona per la più famosa Barre, per scalare sul calcare di Briançon, ma mai per sciare... qualche foto sul web ci fa scoprire questo splendido canale e ci convince subito ad andare a vedere com'è...
Partiamo da Genova venerdì nel primo pomeriggio e piazziamo una tenda alla partenza del sentiero in direzione rifugio Pelvoux. Aperitivo e cena accanto al fuoco e la serata passa nel migliore dei modi...Il giorno dopo alle 5 siamo già in cammino nel bosco, il sentiero sale poco e si inoltra in un ampio vallone, per ora non c'è traccia di neve e ironizziamo divertiti sul nostro essere pesantemente fuoriluogo...
Dopo 2 ore inizia la neve, siamo all'inizio del conoide, vista la buona portanza e la pendenza calziamo direttamente i ramponi, oggi le pelli le abbiam portate a spasso nello zaino.
Dritto davanti a noi, 850 metri più duecento di conoide, si intravede il canale ma si perde subito tra le alte pareti che lo sovrastano.
Saliamo rapidamente il conoide e la prima metà di canale su neve dura. La "linea" si svela pian piano mostrando tratti più ampi che dalle foto non sembravano possibili.
Nella seconda metà la neve diventa sfondosa e l'ambiente mostra un aspetto decisamente invernale... la progressione rallenta ma raggiungiamo la rigola finale, ripida stretta e suggestiva proprio come era sembrato nelle foto online, alle 10.30 siamo alla breche; dove arriva anche un poco di sole.
Pausa ricreativa e ragioniamo un po' sulla discesa, il primo pezzo non è sciabile, così attrezziamo 2 doppie sci ai piedi per scendere fino a dove il canale è largo abbastanza da accogliere gli sci di traverso, la neve è ottima e permette di azzardare qualche curva un po' aerea, ma spesso si impatta su rocce nascoste dalla neve riportata...
Usciti dalla rigola il canale si allarga e concede curve ben più ampie, prima su neve fresca morbida, scendendo più compatta ma sempre con ottimo grip... il canale sembra non finire mai, uno spettacolo! Sbuchiamo infine al sole sul conoide su neve ormai cotta dal sole e ci lasciamo andare in curvoni fino al fiume. 10 minuti di relax e riprendiamo il sentiero percorso al mattino, in veste totalmente estiva fino ad Ailefroide; saliamo in macchina verso una meritata birra con crepes a Vallouise.
Video
PM
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| Un' immagine di ripertorio del Couloir vista dal Rif. Pelvoux. |
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