PRESENTI: Ale, Francesco.
Sicuramente l'idea di portare con noi i nostri amati sci, è stata una pessima scelta, durante il weekend numerosi episodi ci hanno ricordato la loro scarsa utilità. Per esempio la quota neve ben oltre Plan Lognan, o la pietraia attorno al rifugio, anche se il pianeggiante ghiacciaio di Argentiere ci ha un po' galvanizzato sulla nostra scelta.
In rifugio però si sta davvero bene, il reparto invernale è una reggia, ma vista l'ora a cui piazziamo la sveglia andiamo in branda con il sole ancora alto.
Saliti in pelli per poche centiania di metri, intorno alle 3 di notte siamo alla terminale, la superiamo più facilmente del previsto sulla parte destra. Nel canale si prosegue bene, un tiro lungo su ghiaccio nella strettoia e poi dinuovo neve nella parte più ripida, anche se il nostro ritmo cala notevolmente, il peso degli sci sullo zaino non si rivela dei più amichevoli. Nella parte superiore troviamo ancora ghiaccio e ricorriamo a qualche altro tiro per uscire sulla caratteristica calotta dell'Aiguille Verte, con un ritmo assai lento raggiungiamo la vetta dove si apre un super panorama su quasi tutto il massiccio del Monte Bianco, con vista d'eccezione sulla Nord delle Grandes Jorasses! (Cosa che a noi non capita certo tutti i giorni).
Diamo fondo a barrette e formaggio e iniziamo la discesa lungo la cresta, dal colle della Grande Rocheuse iniziamo le interminabili doppie nel Couloir Whymper, vista l'ora un bel postaccio.
Giunti sul ghiacciaio gli sci ci regalano finalmente qualche gioia e in breve raggiungiamo il Rifugio Couvercle, dove scopriamo che il canale per scendere sulla Mer de Glace è ormai privo di neve, l'alternativa sono così le scale, vista la nostra stanchezza, rinviamo il rientro al giorno seguente, passando la giornata a riposare al cospetto di uno splendido panorama!
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domenica 28 maggio 2017
martedì 25 aprile 2017
Allalinhorn (4027) e tentativo bulgaro al Rimpfischhorn
PRESENTI: Frank, Adri, Masa, Gio
Appuntamento preciso alle 8.03 all'uscita della stazione di Visp (CH) e via verso Saas Fee per cominciare l'avventura sulle note di "Allallallalin-horn Allallallalin-horn Allallallalin-horn".
Dopo aver finito di sgranocchiare le fave dell'orto, prendiamo gli impianti fin dove possibile, compreso il curioso trenino nella montagna a 3000m. Dal Mittelallalin alla cima dell'Allalinhorn ci sono circa 600m che percorriamo insieme a tanti altri alpinisti in una bella giornata di sole tra qualche crepaccio evidente. Ci portiamo gli sci in spalla fino al culmine per poi scendere scivolando quasi da in cima alla montagna, dalla quale lo spettacolo intorno è notevole.
Scendendo recuperiamo un po' di materiale al Mittelallalin e poi viriamo verso destra per andare alla Britanniahütte, che raggiungiamo dopo aver ripellato e scarpinato ancora un po'.
Data l'alta stagione il rifugio è pieno, ma c'è mangiare in abbondanza per tutti e insieme agli altri ci rifocilliamo prima di andare a riposare negli affollati stanzoni.
Il giorno seguente la mitica cordata dei Bulgari si riunisce dopo qualche tempo di assenza dalle scene per cercare la vetta del Rimpfischhorn.
Partiti dalla Britanniahütte nelle retrovie del folto gruppo di alpinisti presenti, ci avviamo verso l'Allalinpass. In lontananza si vedono alcuni dei primi tornare indietro per il forte vento, noi pero' ci crediamo lo stesso e alla fine veniamo ripagati dal calare delle raffiche appena scollinato.
Continuiamo verso il versante da cui si accede alla rampa finale, che prevede ancora un avvicinamento lungo e faticoso, con qualche saliscendi che ci impegna oltremodo.
Sempre accompagnati da una vista magnifica sul versante nord del Rosa, arriviamo passo passo fino alla cosiddetta cima invernale del Rimpfischhorn (4008m), dove si devono lasciare gli sci per salire gli ultimi duecento metri con i ramponi.
Nonostante manchi poco decidiamo di accontentarci e rimandare la conquista della vetta alla prossima volta, pensando alle ripellate che ci attendono e al dislivello in discesa fino alla macchina.
Stanchi, ma tutto sommato soddisfatti di questi primi due giorni a 4000m, ci riavviamo verso valle, con sostina birra alla Britanniahütte e poi giu' fino a Saas Fee.
Appuntamento preciso alle 8.03 all'uscita della stazione di Visp (CH) e via verso Saas Fee per cominciare l'avventura sulle note di "Allallallalin-horn Allallallalin-horn Allallallalin-horn".
Dopo aver finito di sgranocchiare le fave dell'orto, prendiamo gli impianti fin dove possibile, compreso il curioso trenino nella montagna a 3000m. Dal Mittelallalin alla cima dell'Allalinhorn ci sono circa 600m che percorriamo insieme a tanti altri alpinisti in una bella giornata di sole tra qualche crepaccio evidente. Ci portiamo gli sci in spalla fino al culmine per poi scendere scivolando quasi da in cima alla montagna, dalla quale lo spettacolo intorno è notevole.
Scendendo recuperiamo un po' di materiale al Mittelallalin e poi viriamo verso destra per andare alla Britanniahütte, che raggiungiamo dopo aver ripellato e scarpinato ancora un po'.
Data l'alta stagione il rifugio è pieno, ma c'è mangiare in abbondanza per tutti e insieme agli altri ci rifocilliamo prima di andare a riposare negli affollati stanzoni.
Il giorno seguente la mitica cordata dei Bulgari si riunisce dopo qualche tempo di assenza dalle scene per cercare la vetta del Rimpfischhorn.
Partiti dalla Britanniahütte nelle retrovie del folto gruppo di alpinisti presenti, ci avviamo verso l'Allalinpass. In lontananza si vedono alcuni dei primi tornare indietro per il forte vento, noi pero' ci crediamo lo stesso e alla fine veniamo ripagati dal calare delle raffiche appena scollinato.
Continuiamo verso il versante da cui si accede alla rampa finale, che prevede ancora un avvicinamento lungo e faticoso, con qualche saliscendi che ci impegna oltremodo.
Sempre accompagnati da una vista magnifica sul versante nord del Rosa, arriviamo passo passo fino alla cosiddetta cima invernale del Rimpfischhorn (4008m), dove si devono lasciare gli sci per salire gli ultimi duecento metri con i ramponi.
Nonostante manchi poco decidiamo di accontentarci e rimandare la conquista della vetta alla prossima volta, pensando alle ripellate che ci attendono e al dislivello in discesa fino alla macchina.
Stanchi, ma tutto sommato soddisfatti di questi primi due giorni a 4000m, ci riavviamo verso valle, con sostina birra alla Britanniahütte e poi giu' fino a Saas Fee.
il Rimpfischhorn dall'Allalinhorn
la Britannia hutte
Stralhorn e Rimpfischhorn visti dalla Britannia
martedì 24 maggio 2016
Les Courtes (3856 m) - Via degli Svizzeri
PRESENTI: Ale, Pietro
Andare nel massiccio del Monte Bianco è sempre un vero spettacolo, il bacino dell'Argentiere forse è da considerare tra i versanti più belli. Le funivie già chiuse per la pausa primaverile gli danno un tocco ancora più selvaggio, anche se forse un passaggio fino all'intermedia di Lognan lo avremmo anche gradito...
Da quota 1900 si riesce a procedere in pelli e sotto un sole piuttosto agguerrito raggiungiamo il Rifugio Argentière.
Passiamo il pomeriggio a mangiare e bere osservando l'imponente e spettacolare panorama che spicca davanti a noi... le impoenti Droites, le ripide linee ormai famose per lo sci ripido che scendono dall'Aiguille Verte, proprio in quel momento 3 ragazzi sono impegnati sul Couturier e osserviamo la loro discesa. Viste la giornate ormai lunghe non possiamo goderci il tramonto e alle 8 siamo già in branda..
Sveglia ore 2, colazione e scendiamo sul ghiacciaio scivolando malamente in sci viste le pelli già attaccate...alle 4 siamo nei pressi della terminale dove dopo qualche tentativo e alcune difficoltà riusciamo a superarla, senza farci mancare qualche numero da circo.
Proseguiamo in un primo momento, su neve un po' sfondosa ma dove iniza a impennare è subito ottima e facilita la progressione.
Impieghiamo più tempo del previsto a raggiungere la goulotte più ripida, reperiamo residui di una traccia del giorno prima, ma il ghiaccio è anche qui buono e divertente. Con 2 lunghezze siamo al pendio di neve. Da lì in breve raggiungiamo il sucessivo risalto ripido che si presenta con molta roccia fuori, lo superiamo con un tiro e siamo fuori dalle difficoltà. Da qui si sale per ripidi pendii di neve che con un po' di fatica ci portano in vetta.
Qualche nuvola comincia ad arrivare, acceleriamo i convenevoli, seguiamo la crestina e raggiungiamo subito il colle della Nord-Est, dove poco sotto ci concediamo una pausa ristoratrice, (per fortuna il formaggio non manca mai)... Via picche e ramponi e prendiamo un "mezzo" decisamente più comodo, gli sci...
Primo tratto su neve cotta, sembra dare il colpo di grazie alle gambe, ma poco sotto sul lato destro dove il sole ha battuto meno, la neve è quasi al top! Polvere! Un piacere da sciare... tra una pausa e l'altra per darci un po' di tregua.
Sotto ovviamente diventa più pesante ma si riesce a scivolare bene anche sul ghiacciaio, recuperiamo ciò che avevamo parcheggiato in prossimità di alcuni sassi, ottima occasione per metter qualcosa nello stomaco. Proseguiamo verso gli impianti di Argentiere e per residue lingue di neve sulla pista riusciamo ad arrivare piuttosto in basso dove in neanche mezz'ora a piedi siamo alla macchina, stanchi ma superconenti.
Un giro splendido sia salita che discesa, per noi impegnativa e di tutta soddisfazione... pensare che gli Svizzeri C. Cornaz e R. Mathey l'abbiano salita per la prima volta il 31 luglio 1938 fa davvero pensare a cosa fossero in grado di fare ai tempi.
Andare nel massiccio del Monte Bianco è sempre un vero spettacolo, il bacino dell'Argentiere forse è da considerare tra i versanti più belli. Le funivie già chiuse per la pausa primaverile gli danno un tocco ancora più selvaggio, anche se forse un passaggio fino all'intermedia di Lognan lo avremmo anche gradito...
Da quota 1900 si riesce a procedere in pelli e sotto un sole piuttosto agguerrito raggiungiamo il Rifugio Argentière.
Passiamo il pomeriggio a mangiare e bere osservando l'imponente e spettacolare panorama che spicca davanti a noi... le impoenti Droites, le ripide linee ormai famose per lo sci ripido che scendono dall'Aiguille Verte, proprio in quel momento 3 ragazzi sono impegnati sul Couturier e osserviamo la loro discesa. Viste la giornate ormai lunghe non possiamo goderci il tramonto e alle 8 siamo già in branda..
Sveglia ore 2, colazione e scendiamo sul ghiacciaio scivolando malamente in sci viste le pelli già attaccate...alle 4 siamo nei pressi della terminale dove dopo qualche tentativo e alcune difficoltà riusciamo a superarla, senza farci mancare qualche numero da circo.
Proseguiamo in un primo momento, su neve un po' sfondosa ma dove iniza a impennare è subito ottima e facilita la progressione.
Impieghiamo più tempo del previsto a raggiungere la goulotte più ripida, reperiamo residui di una traccia del giorno prima, ma il ghiaccio è anche qui buono e divertente. Con 2 lunghezze siamo al pendio di neve. Da lì in breve raggiungiamo il sucessivo risalto ripido che si presenta con molta roccia fuori, lo superiamo con un tiro e siamo fuori dalle difficoltà. Da qui si sale per ripidi pendii di neve che con un po' di fatica ci portano in vetta.
Qualche nuvola comincia ad arrivare, acceleriamo i convenevoli, seguiamo la crestina e raggiungiamo subito il colle della Nord-Est, dove poco sotto ci concediamo una pausa ristoratrice, (per fortuna il formaggio non manca mai)... Via picche e ramponi e prendiamo un "mezzo" decisamente più comodo, gli sci...
Primo tratto su neve cotta, sembra dare il colpo di grazie alle gambe, ma poco sotto sul lato destro dove il sole ha battuto meno, la neve è quasi al top! Polvere! Un piacere da sciare... tra una pausa e l'altra per darci un po' di tregua.
Sotto ovviamente diventa più pesante ma si riesce a scivolare bene anche sul ghiacciaio, recuperiamo ciò che avevamo parcheggiato in prossimità di alcuni sassi, ottima occasione per metter qualcosa nello stomaco. Proseguiamo verso gli impianti di Argentiere e per residue lingue di neve sulla pista riusciamo ad arrivare piuttosto in basso dove in neanche mezz'ora a piedi siamo alla macchina, stanchi ma superconenti.
Un giro splendido sia salita che discesa, per noi impegnativa e di tutta soddisfazione... pensare che gli Svizzeri C. Cornaz e R. Mathey l'abbiano salita per la prima volta il 31 luglio 1938 fa davvero pensare a cosa fossero in grado di fare ai tempi.
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