Visualizzazione post con etichetta parete. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta parete. Mostra tutti i post

domenica 20 marzo 2016

Polluce 4091 - Parete Ovest

Presenti: Tommaso, Luca

Difficoltà: 4.3 - E2

La primavera è ormai prossima, ma Tommaso ha ancora un obiettivo, che persegue da ormai diversi anni: un 4000 in inverno.
E’ disposto ad andare da solo pur di provare a realizzare questo piccolo sogno.
Luca ha voglia di andare in montagna, di sciare, di cercare qualche emozione su pendii ripidi, come sempre, e non si fa scappare questa occasione.
L’obiettivo: il Polluce, per la parete ovest, da salire e scendere in giornata.
Partenza venerdì sera, anzi, vista l’ora (l’una), sabato notte. Alle quattro a Cervinia, qualche ora di sonno scomodo in macchina e, preparati gli zaini, si parte con la prima funivia della giornata.
L’aria è frizzante, forse l’inverno non se n’è andato ancora del tutto. Si risalgono le piste, ancora vuote, fino al Piccolo Cervino.
Si lasciano alle spalle i Breithorn, la Punta 4016, la Roccia Nera e, calzati i ramponi, inizia la parete Ovest del Polluce.
Le nevicate dei giorni scorsi evidentemente non hanno interessato la zona, neve trasformata e, in molti tratti, decisamente ghiacciata. Si sale a fatica, nonostante la pendenza contenuta, sulle punte dei ramponi, piantando con accuratezza la piccozza.
D’un tratto la primavera, che sembra quasi estate.
Arrivati sulla spalla, a poche decine di metri dalla vetta, il caldo inaspettato e la scarsità di acqua condizionano la decisione. Vetta rimandata, si scende.
Qualche incertezza sulla via di discesa. La normale a piedi, o la ovest con gli sci?
La voglia di sciare è tanta e nonostante le condizioni non ottimali, si calzano gli sci e si parte.
Neve ancora molto dura, a tratti ghiacciata, discesa non banale, ma dopo i primi metri la tensione lascia spazio all’entusiasmo e in poche curve e qualche derapata si supera la terminale e si torna ai piedi della parete.
Eterno tragitto per tornare sulle piste del comprensorio di Cervinia sotto un sole estivo che cuoce la testa e prosciuga le energie.

Finalmente il Piccolo Cervino, le piste, la discesa su neve battuta, acqua frizzante, cola, panini lardo e fontina, sedili comodi, autostrada, un letto vero. 















lunedì 21 settembre 2015

Grassi-Re - Becco meridionale della tribolazione (3360 m)

PRESENTI: Ale, Yuri.


Dopo un pernotto al rifugio Pontese, ci incamminiamo per il sentiero prima delle 6, il buio ci porta a fare qualche giro di troppo, ma ritroviamo subito il sentiero corretto... arriviamo all'attacco che il sole scalda già la parete e dopo qualche incertezza su dove si trovi la via iniziamo a scalare...

Il primo tiro a freddo mette subito le cose in chiaro, ma qualche vecchio chiodo in via facilita l'individuazione dell'itinerario più corretto... splendida sequenza di dulfer sulla seconda lunghezza, e suggestivo traverso aereo nella terza.

Da qui in poi proseguiamo salendo nella nebbia, le lunghezze seguenti sono atletiche e divertenti, caratterizzate da splendidi diedri e fessure, l'ultimo forse il più bello ma anche il più faticoso sbuca proprio alla croce di vetta. Si fa avanti anche qualche timido raggio di sole, ma la temperatura è piuttosto fresca e scendiamo subito in doppia fino all'attacco, giù per lo zoccolo inizia a nevicare e con ancora un paio di calate siamo al sentiero, diretti ad una meritata merenda in rifugio.











giovedì 25 giugno 2015

SuperCars - Cima Cars

PRESENTI: Ale, Yuri.


Solitamente da queste parti veniamo in inverno, per sciare,  a pochi chilomentri c'è il comprensorio di Artesina. Ma un amico ci ha raccontato di questa via in Val Ellero su una parete quasi dimenticata, anche se ha uno sviluppo di circa 500 metri.

Avvicinamento brevissimo, primi tiri un po' sporchi con roccia poco solida ma che va migliorando salendo; dopo il cengione che divide la parete, la via cambia radicalmente, la roccia è uno spettacolo ( salvo le 2 lunghezze facili) ogni tiro è differente alternando placche, diedri, camini e qualche fessura lasciata da proteggere... L'undicesima lunghezza è davvero unica: una placca grigia solcata da profonde rigole verticali di roccia ottima, tiro eccezionale!

Ottimo suggerimento per questa via, davvero bella come ci avevano raccontato, grazie anche alla dettagliata relazione descritta su "Cuneoclimbing".













mercoledì 20 maggio 2015

Monviso (3841 m) - Parete Sud

PRESENTI: Ale, Masa.

Difficoltà: II :: 5.3 :: E3
Esposizione: Sud

Raggiungendo le valli cuneesi, per fare scialpinismo, percorrendo la pianura con alle spalle Mondovì, non si può fare a meno di notare il Monviso svettare sui suoi vicini. Spesso con la nostra ripetitività  commentiamo: "Ma quanto è bello il Monviso!" "dovremmo andarci in cima prima o poi"

L'idea di farlo con gli sci è sicuramente la più allettante: la stagione è quella giusta, qualcuno lo ha già sciato di recente e una telefonata in valle ci conferma le buone condizioni.

Parcheggiamo a Pian della Regina in un pomeriggio dall'aria estiva, prati verdi e già ben fioriti, e noi sullo zaino anche stavolta abbiamo gli sci. Verso quota 2200 inizia la prima neve e possiamo procedere con le pelli, la neve marcia non aiuta l'andatura ma arriviamo al rifugio Sella in tempo per l'aperitivo.
Condividiamo la serata in compagnia di tre simpatici ragazzi di Prali, in giro per canali da scendere in tavola, scambio di idee su detti e abitudini genovesi e torinesi, ma cerchiamo di andare a dormire il prima possibile.

Partenza per le 4, giriamo attorno al lago, iniziamo a salire il conoide e il successivo canale Barracco, la neve è abbastanza portante e alle 5 e mezza siamo al colletto... scendiamo sul versante opposto dove passa la via normale estiva e qui ci concediamo un pausa.
Proseguiamo risalendo il pendio che passa dal bivacco Andreotti, siamo fortunati e troviamo resti di una vecchia traccia che ci aiutano sia nella progressione che nell'individuazione, non banale, dell'itinerario.

Seguendo qualche bollo giallo sulle rocce tagliamo nettamente a sinistra percorrendo un traverso molto esposto, che sbuca al sole, per poi proseguire su un divertente susseguirsi di pendii canalini e crestine che rendono complesso e mai monotono l'itinerario. Salendo la nostra andatura rallenta notevolmente, a tratti la neve comincia a mollare un po' e arriviamo al passaggio dei Fornelli, piuttosto secco. Successivamente tagliamo a sinistra verso la base del canale finale che sbuca tra le due vette, dal colletto in pochi passi siamo alla croce di vetta!

Siamo più stanchi del previsto, nell'ultimo tratto abbiamo tenuto un'andatura imbarazzante, ma la neve era giusto che mollasse un po'... Mangiamo qualcosa un po' di brodo freddo e ci prepariamo subito alla discesa visto che le nuvole stanno avanzando rapidamente, ci gustiamo il momento di poter calzare gli sci proprio dalla vetta del Monviso, e iniziamo a scendere il canale. La neve ha mollato il giusto e si lascia sciare senza difficoltà, in breve siamo ai fornelli, dove siamo costretti a togliere gli sci e disarrampicare per l'assenza di neve (dopotutto gli sci nello zaino li avevam tenuti poco) subito sotto riprendiamo a sciare, la visibilità va e viene ma seguiamo le nostre peste di salita, qualche passaggio obbligato qualche pendio ampio ma su neve sempre buona, discesa sempre più variegata fino a prendere l'ampio pendio sulla destra che, aggirando il pendio dell'Andreotti, ci porta nel concone alla base.

Risalire al colletto Barracco sono 100 metri scarsi ma ci decidiamo ad affrontarli solo dopo una comoda pausa distesi nella neve, dal colletto neve marcia per tutto il canale che scorre verso valle sotto le nostre curve: sembra di sciare su un fiume. Giungiamo al conoide totalmente nella nebbia che complica leggermente l'individuazione della direzione corretta per Pian della Regina.
Ancora qualche curva tra pendii e roccette prima di caricare gli sci nuovamente sullo zaino e avviarci a piedi verso il basso.
La giornata si conclude con l'incontro casuale di un nostro "amico" valligiano che andava a pesca col figlio: due chiacchere, considerazioni sulla salita, strette di mano e un arrivederci alle condizioni estive.

Video