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venerdì 22 luglio 2016
domenica 31 maggio 2015
Fiocco nel Sacco!
Vi abbiamo mai rotto le scatole con la nostra vita privata? No, mai.
Bene, stavolta facciamo un'eccezione perché la notizia è importante.
Il giorno 30 maggio, in tarda serata, P. è diventato papà!
E' nata una bimba, Bianca, come la neve, quattro chili e cento grammi.
Il pesto nel sacco al completo dà il benvenuto alla piccola.
Bene, stavolta facciamo un'eccezione perché la notizia è importante.
Il giorno 30 maggio, in tarda serata, P. è diventato papà!
E' nata una bimba, Bianca, come la neve, quattro chili e cento grammi.
Il pesto nel sacco al completo dà il benvenuto alla piccola.
mercoledì 20 maggio 2015
Monviso (3841 m) - Parete Sud
PRESENTI: Ale, Masa.
Difficoltà: II :: 5.3 :: E3
Esposizione: Sud
Raggiungendo le valli cuneesi, per fare scialpinismo, percorrendo la pianura con alle spalle Mondovì, non si può fare a meno di notare il Monviso svettare sui suoi vicini. Spesso con la nostra ripetitività commentiamo: "Ma quanto è bello il Monviso!" "dovremmo andarci in cima prima o poi"
L'idea di farlo con gli sci è sicuramente la più allettante: la stagione è quella giusta, qualcuno lo ha già sciato di recente e una telefonata in valle ci conferma le buone condizioni.
Parcheggiamo a Pian della Regina in un pomeriggio dall'aria estiva, prati verdi e già ben fioriti, e noi sullo zaino anche stavolta abbiamo gli sci. Verso quota 2200 inizia la prima neve e possiamo procedere con le pelli, la neve marcia non aiuta l'andatura ma arriviamo al rifugio Sella in tempo per l'aperitivo.
Condividiamo la serata in compagnia di tre simpatici ragazzi di Prali, in giro per canali da scendere in tavola, scambio di idee su detti e abitudini genovesi e torinesi, ma cerchiamo di andare a dormire il prima possibile.
Partenza per le 4, giriamo attorno al lago, iniziamo a salire il conoide e il successivo canale Barracco, la neve è abbastanza portante e alle 5 e mezza siamo al colletto... scendiamo sul versante opposto dove passa la via normale estiva e qui ci concediamo un pausa.
Proseguiamo risalendo il pendio che passa dal bivacco Andreotti, siamo fortunati e troviamo resti di una vecchia traccia che ci aiutano sia nella progressione che nell'individuazione, non banale, dell'itinerario.
Seguendo qualche bollo giallo sulle rocce tagliamo nettamente a sinistra percorrendo un traverso molto esposto, che sbuca al sole, per poi proseguire su un divertente susseguirsi di pendii canalini e crestine che rendono complesso e mai monotono l'itinerario. Salendo la nostra andatura rallenta notevolmente, a tratti la neve comincia a mollare un po' e arriviamo al passaggio dei Fornelli, piuttosto secco. Successivamente tagliamo a sinistra verso la base del canale finale che sbuca tra le due vette, dal colletto in pochi passi siamo alla croce di vetta!
Siamo più stanchi del previsto, nell'ultimo tratto abbiamo tenuto un'andatura imbarazzante, ma la neve era giusto che mollasse un po'... Mangiamo qualcosa un po' di brodo freddo e ci prepariamo subito alla discesa visto che le nuvole stanno avanzando rapidamente, ci gustiamo il momento di poter calzare gli sci proprio dalla vetta del Monviso, e iniziamo a scendere il canale. La neve ha mollato il giusto e si lascia sciare senza difficoltà, in breve siamo ai fornelli, dove siamo costretti a togliere gli sci e disarrampicare per l'assenza di neve (dopotutto gli sci nello zaino li avevam tenuti poco) subito sotto riprendiamo a sciare, la visibilità va e viene ma seguiamo le nostre peste di salita, qualche passaggio obbligato qualche pendio ampio ma su neve sempre buona, discesa sempre più variegata fino a prendere l'ampio pendio sulla destra che, aggirando il pendio dell'Andreotti, ci porta nel concone alla base.
Risalire al colletto Barracco sono 100 metri scarsi ma ci decidiamo ad affrontarli solo dopo una comoda pausa distesi nella neve, dal colletto neve marcia per tutto il canale che scorre verso valle sotto le nostre curve: sembra di sciare su un fiume. Giungiamo al conoide totalmente nella nebbia che complica leggermente l'individuazione della direzione corretta per Pian della Regina.
Ancora qualche curva tra pendii e roccette prima di caricare gli sci nuovamente sullo zaino e avviarci a piedi verso il basso.
La giornata si conclude con l'incontro casuale di un nostro "amico" valligiano che andava a pesca col figlio: due chiacchere, considerazioni sulla salita, strette di mano e un arrivederci alle condizioni estive.
Video
Difficoltà: II :: 5.3 :: E3
Esposizione: Sud
Raggiungendo le valli cuneesi, per fare scialpinismo, percorrendo la pianura con alle spalle Mondovì, non si può fare a meno di notare il Monviso svettare sui suoi vicini. Spesso con la nostra ripetitività commentiamo: "Ma quanto è bello il Monviso!" "dovremmo andarci in cima prima o poi"
L'idea di farlo con gli sci è sicuramente la più allettante: la stagione è quella giusta, qualcuno lo ha già sciato di recente e una telefonata in valle ci conferma le buone condizioni.
Parcheggiamo a Pian della Regina in un pomeriggio dall'aria estiva, prati verdi e già ben fioriti, e noi sullo zaino anche stavolta abbiamo gli sci. Verso quota 2200 inizia la prima neve e possiamo procedere con le pelli, la neve marcia non aiuta l'andatura ma arriviamo al rifugio Sella in tempo per l'aperitivo.
Condividiamo la serata in compagnia di tre simpatici ragazzi di Prali, in giro per canali da scendere in tavola, scambio di idee su detti e abitudini genovesi e torinesi, ma cerchiamo di andare a dormire il prima possibile.
Partenza per le 4, giriamo attorno al lago, iniziamo a salire il conoide e il successivo canale Barracco, la neve è abbastanza portante e alle 5 e mezza siamo al colletto... scendiamo sul versante opposto dove passa la via normale estiva e qui ci concediamo un pausa.
Proseguiamo risalendo il pendio che passa dal bivacco Andreotti, siamo fortunati e troviamo resti di una vecchia traccia che ci aiutano sia nella progressione che nell'individuazione, non banale, dell'itinerario.
Seguendo qualche bollo giallo sulle rocce tagliamo nettamente a sinistra percorrendo un traverso molto esposto, che sbuca al sole, per poi proseguire su un divertente susseguirsi di pendii canalini e crestine che rendono complesso e mai monotono l'itinerario. Salendo la nostra andatura rallenta notevolmente, a tratti la neve comincia a mollare un po' e arriviamo al passaggio dei Fornelli, piuttosto secco. Successivamente tagliamo a sinistra verso la base del canale finale che sbuca tra le due vette, dal colletto in pochi passi siamo alla croce di vetta!
Siamo più stanchi del previsto, nell'ultimo tratto abbiamo tenuto un'andatura imbarazzante, ma la neve era giusto che mollasse un po'... Mangiamo qualcosa un po' di brodo freddo e ci prepariamo subito alla discesa visto che le nuvole stanno avanzando rapidamente, ci gustiamo il momento di poter calzare gli sci proprio dalla vetta del Monviso, e iniziamo a scendere il canale. La neve ha mollato il giusto e si lascia sciare senza difficoltà, in breve siamo ai fornelli, dove siamo costretti a togliere gli sci e disarrampicare per l'assenza di neve (dopotutto gli sci nello zaino li avevam tenuti poco) subito sotto riprendiamo a sciare, la visibilità va e viene ma seguiamo le nostre peste di salita, qualche passaggio obbligato qualche pendio ampio ma su neve sempre buona, discesa sempre più variegata fino a prendere l'ampio pendio sulla destra che, aggirando il pendio dell'Andreotti, ci porta nel concone alla base.
Risalire al colletto Barracco sono 100 metri scarsi ma ci decidiamo ad affrontarli solo dopo una comoda pausa distesi nella neve, dal colletto neve marcia per tutto il canale che scorre verso valle sotto le nostre curve: sembra di sciare su un fiume. Giungiamo al conoide totalmente nella nebbia che complica leggermente l'individuazione della direzione corretta per Pian della Regina.
Ancora qualche curva tra pendii e roccette prima di caricare gli sci nuovamente sullo zaino e avviarci a piedi verso il basso.
La giornata si conclude con l'incontro casuale di un nostro "amico" valligiano che andava a pesca col figlio: due chiacchere, considerazioni sulla salita, strette di mano e un arrivederci alle condizioni estive.
Video
martedì 23 dicembre 2014
Colletto Barracco (3150 m)
PRESENTI: Ale, Davide, Luca, Masa.
Difficoltà: 4.3 E2
Esposizione: Nord-Est
Dopo la bella discesa di settimana scorsa, ritorniamo in zona Monviso... stesso parcheggio, stessa poca neve e in parte comune avvicinamento... Stavolta si lascia il Monviso sulla destra e si va in direzione Quintino Sella, infatti il canale è proprio sopra al lago accanto al rifugio.
Fino al conoide la neve e il vento rendono la progressione tutt'altro che gradevole... Ma dall'ingresso del canale la situazione è quella sperata, come settimana scorsa; saliamo i 400 metri del canale fino al colletto che offre una splendida vista sulla sud del Monviso. Il canale è pieno di neve e sciabile in tutta la sua lunghezza!
Rientro dinuovo al vento fino a pian della regina, su diversi tipi di neve e numerose pietre che mettono a dura prova gambe e solette...
Difficoltà: 4.3 E2
Esposizione: Nord-Est
Dopo la bella discesa di settimana scorsa, ritorniamo in zona Monviso... stesso parcheggio, stessa poca neve e in parte comune avvicinamento... Stavolta si lascia il Monviso sulla destra e si va in direzione Quintino Sella, infatti il canale è proprio sopra al lago accanto al rifugio.
Fino al conoide la neve e il vento rendono la progressione tutt'altro che gradevole... Ma dall'ingresso del canale la situazione è quella sperata, come settimana scorsa; saliamo i 400 metri del canale fino al colletto che offre una splendida vista sulla sud del Monviso. Il canale è pieno di neve e sciabile in tutta la sua lunghezza!
Rientro dinuovo al vento fino a pian della regina, su diversi tipi di neve e numerose pietre che mettono a dura prova gambe e solette...
lunedì 15 dicembre 2014
Passo 2 Dita (3000 m)
PRESENTI: Ale, Andre, Luca, Masa, Yuri
Difficoltà: I 4.2 E2
Esposizione: Nord-Est
La neve quest'anno si fa desiderare, specialmente alle modeste quote delle alpi Marittime; anche a Pian della Regina è davvero poca, pare uno scenario di fine ottobre... In alto invece i canali sembrano belli pieni di neve. Dopo un avvicinamento in mezzo a un dedalo di massi semicoperti di neve, in prossimità del Lago Chiaretto, puntiamo verso destra, passando sotto l'imponente Nord del Monviso... una rapida occhiata al Coolidge e iniziamo a salire il canale che porta all'evidente forcella tra il Visolotto e la Punta Gastaldi.
La neve ci permette una rapida risalita fino al colle, e la discesa è puro divertimento su un manto uniforme che si lascia mordere dalle lamine senza difficoltà... slalom tra i sassi dal lago in giù, e rapido rientro verso Frabosa dove il nostro fedele compagno di avventure Luca doveva presenziare ad un matrimonio.
Difficoltà: I 4.2 E2
Esposizione: Nord-Est
La neve quest'anno si fa desiderare, specialmente alle modeste quote delle alpi Marittime; anche a Pian della Regina è davvero poca, pare uno scenario di fine ottobre... In alto invece i canali sembrano belli pieni di neve. Dopo un avvicinamento in mezzo a un dedalo di massi semicoperti di neve, in prossimità del Lago Chiaretto, puntiamo verso destra, passando sotto l'imponente Nord del Monviso... una rapida occhiata al Coolidge e iniziamo a salire il canale che porta all'evidente forcella tra il Visolotto e la Punta Gastaldi.
La neve ci permette una rapida risalita fino al colle, e la discesa è puro divertimento su un manto uniforme che si lascia mordere dalle lamine senza difficoltà... slalom tra i sassi dal lago in giù, e rapido rientro verso Frabosa dove il nostro fedele compagno di avventure Luca doveva presenziare ad un matrimonio.
domenica 27 maggio 2012
Monviso (3842 m) - Via Coolidge
PRESENTI: Michele, Pietro.
Strada fino a pian del Re aperta. Partiamo da Genova presto per arrivare con calma al Falchi-Villata e andare a letto presto. Finiamo per vagare delle ore nel nebbione a cercare il bivacco nel canalone sbagliato. Piedi bagnati e disagio. Il bivacco è minuscolo, e già occupato da una coppia francese. Visto il circo messo in piedi e la quantità di neve decidiamo di mettere la sveglia un'ora prima di quanto preventivato. Alle 3 e mezza infilo gli scarponi ancora bagnati e attacco il canale, che regala ulteriore disagio: non ha rigelato. Saliamo e saliamo, nella pancia del Monte. I Francesi ci sorpassano rapidi sul facile ma ci rallentano nei pochi passaggi tecnici. Dal ghiacciaio pensile il manto è portante, dalla corda molla si va dentro fino a mezzo stinco. Uscita in cresta difficoltosa, bisogna ripulire le rocce dalla neve per poter avanzare e mettere qualche vaga protezione. Il sole che ci accompagnava dal ghiacciaio pensile sparisce e veniamo avvolti in una nube diafana e uniforme a pochi metri dalla cima. Piedi bagnati. E pure freddi ora. Disagio.
Strada fino a pian del Re aperta. Partiamo da Genova presto per arrivare con calma al Falchi-Villata e andare a letto presto. Finiamo per vagare delle ore nel nebbione a cercare il bivacco nel canalone sbagliato. Piedi bagnati e disagio. Il bivacco è minuscolo, e già occupato da una coppia francese. Visto il circo messo in piedi e la quantità di neve decidiamo di mettere la sveglia un'ora prima di quanto preventivato. Alle 3 e mezza infilo gli scarponi ancora bagnati e attacco il canale, che regala ulteriore disagio: non ha rigelato. Saliamo e saliamo, nella pancia del Monte. I Francesi ci sorpassano rapidi sul facile ma ci rallentano nei pochi passaggi tecnici. Dal ghiacciaio pensile il manto è portante, dalla corda molla si va dentro fino a mezzo stinco. Uscita in cresta difficoltosa, bisogna ripulire le rocce dalla neve per poter avanzare e mettere qualche vaga protezione. Il sole che ci accompagnava dal ghiacciaio pensile sparisce e veniamo avvolti in una nube diafana e uniforme a pochi metri dalla cima. Piedi bagnati. E pure freddi ora. Disagio.
Scendiamo, lungo la
normale. Benediciamo le ciaspole che con tanta fatica abbiamo portato
fino in cima legate sullo zaino. Nonostante ciò, la neve soffocata dal
caldo pomeridiano sembra panna montata e sprofondiamo fino al ginocchio.
Mai più lasceremo gli sci a casa, ci promettiamo. E' un lungo calvario.
E i piedi son sempre bagnati. Un po' meno freddi. Rientriamo a pian del
Re quasi 15 ore dopo aver lasciato il bivacco.
Mi sono deciso a comprare dei nuovi scarponi.
| Bivacco Villata. |
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