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martedì 23 agosto 2016

Barre des Écrins (4.102) e Dom de Neige

PRESENTI: Ceppo, Masa.

Arrivare a pochi metri da una vetta, girarsi indietro quando manca solo un tratto di cresta, lì per lì lascia un po' d'amaro, un senso di incompletezza.
Pensarci bene, poi, poche ore dopo, non c'è nulla di incompleto, l'amaro passa in fretta.
Soddisfazione, esperienza, panorami, battiti cardiaci, ramponi, manovre di corda, compagni di salita.
Non saprei dirlo ma dev'essere simile farsi dimettere a pochi metri dall'operazione.




martedì 24 novembre 2015

Freddo e disagio di fine novembre.

"Gli occhiali, come l'amore e l'attacco delle vie, non sempre sono lì dove li stai cercando."

Hans Kegelmeiner.



lunedì 5 gennaio 2015

3 Giorni di Pesto in Val Maira


Nessun particolare progetto per fineanno, nessun viaggio in programma e neanche la classica settimana bianca... Con alcuni amici decidiamo di concludere comunque l'anno in montagna, il 31 ci dirigiamo in val Maira nella località di Pratorotondo... 
Saliamo carichi di provviste come un'allegra comitiva, chi in ciastre chi in sci, fino al rifugio Unerzio.
Passiamo la serata all'insegna di polenta, brindisi e Gin Tonic.

Il primo gennaio con molta calma ci lanciamo in una tranquilla passeggiata, recuperando anche i più provati dalla sera prima, spingendoci fino a Pratociorliero...
Qualcuno deve far ritorno verso casa, mentre altri che han preferito passare il 31 altrove ci raggiungono in serata.

Il 2 iniziamo a percorrere il vallone d'Enchiausa, ci dividiamo in 2 gruppi: mentre noi saliamo il canale Nord-Est del Monte Vanclava
il resto del gruppo sale fino al colle dell'Enclausette; dopo la discesa non vedendoci di ritorno e ancora assetati di dislivello ripellano fino al colle d'Enchiausa, per poi ritrovarci tutti assieme al Rifugio.

Il giorno seguente decidiamo di andare tutti all'Oserot: itinerario con molto sviluppo. Da prato Ciorliero aggiriamo il Cobre sulla sinistra, e dopo ci immettiamo nel vallone dv si vede finalmente il canalone finale, chi in sci chi a piedi giungiamo al colle, e per facili roccette raggiungiamo la croce di vetta. La discesa è una continua ricerca di neve buona, visti i violenti cambi di temperature degli ultimi giorni, la neve è diversa ad ogni curva... ultimo aperitivo in rifugio per poi scender alle macchine a Chialvetta. Ringraziamo i local per averci offerto pane nutella e vin brule'.
L'ultima sera ormai rimasti in pochi siamo gentilmente ospitati da alcuni amici a Chiappera.

Domenica partendo da Saretto saliamo per misere lingue di neve verso il colle Sautron; in prossimità del Bivacco Sartore andiamo verso sinistra in direzione del monte Viraysse, con vento molto forte ci portiamo sotto il nostro monte, superato il conoide iniziamo a salire il canale a forma di clessidra sul versante Nord-Est. La neve è continuamente riportata dal vento ma sembra davvero buona, saliamo fino alla strettoia, totalmente scoperta con rocce rivestite di ghiaccio, osserviamo un po' la situazione, qualche tentativo poco convinto e decidiamo di scendere, la neve è realmente ottima da sciare; per il vallone scegliamo i versanti al sole dove è più tenera e regale una sciata di qualità, che termina con numeri da circo nelle rimanenti lingue di neve che portano al parcheggio.






Verso il Rifugio Unerzio.

La gita del primo dell'anno.


















Verso il colle Enclausette.


Colle d'Enchiausa.



Canale verso la cima dell'Oserot.





Viraysse.




Yuri all'inizio della strettoia.

Bivacco Sartore.






martedì 20 maggio 2014

Monte Bianco per i Gran Mulets (4810 m)

PRESENTI: Ale, Masa, Pietro.


E' qualche stagione che ne parliamo, per qualche motivo non abbiamo mai tentato e quest'anno vorremmo proprio concludere la stagione sciistica salendo con gli sci sul Monte Bianco.

Per favorire il graduale acclimatamento decidiamo di salire da Chamonix, nonostante la quota neve sia decisamente sopra. Lasciamo la macchina in prossimità dell'uscita del traforo e saliamo a piedi sotto i cavi della comoda funivia fino al rifugio Plan de l'Aiguille. Aperitivo in compagnia, prepariamo la cena e andiamo a riposare. Sveglia di buon ora, partiamo subito sci ai piedi verso il rifugio Grands Mulets, dopo il lungo traverso verso destra arriviamo alla jonction che grazie al buon innevamento è in ottime condizioni: ben tracciata e ben chiusa, dove preferiamo comunque procedere legati. Da lì in breve si raggiunge lo scoglio su cui si trova il Rifugio Gran Mulets, dove passiamo il resto della giornata a riposarci, nutrirci e sfogliando i sempre piacevoli libri di montagna.

Il giorno seguente dopo una sveglia a mezzanotte, iniziamo a salire il ghiacciaio sotto una nevicata, fiduciosi nel miglioramento, ci portiamo sulla destra per salire la Voie Royale; un po' più lunga ma evita di passare sotto il tiro di imponenti seracchi. Subito la nevicata si intensifica ma dopo qualche ora comicia a migliorare e vediamo anche sbucare la luna, nel tratto più ripido troviamo ghiaccio e preferiamo procedere legati. 

Dove il pendio diventa più dolce ricalziamo gli sci, nel frattempo sta finalmente sorgendo il sole, Masa e Pietro guadagnano un po' di vantaggio: so che da buoni cacciatori di 4000 vogliono salire anche il Dome du Gouter. Avendolo già salito 2 anni fa in estate ed essendo al momento il più affaticato ne approfitto per una sosta in bagno e per rallentare il passo; ci ricongiungeremo dopo alla Capanna Vallot. Nel frattempo dal Col du Dome è il vento che ha iniziato ad ostacolarci e dopo una sosta all'interno del bivacco capiamo che il vento soffia  troppo forte per proseguire sull'Arete de Bosses; dopo alcune considerazioni in merito decidiamo di non proseguire e scendiamo sulla via normale fino al rifugio, ripercorriamo la jonction e dopo una risalita tagliamo  in direzione Chamonix su neve primaverile, che ci permette di sciare fino a quota 1800, godendoci le ultime curve della stagione fino a dove riprendiamo il sentiero estivo che scende in mezzo al bosco.


PM
















Masa all'ingresso della Vallot.