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venerdì 4 novembre 2016

Verdonata

Questa fine di ottobre pare regalare qualche giorno di clima praticamente estivo... 4 giorni di ponte scatenano diversi deliri organizzativi, e dopo un circo di telefonate e messaggi, venerdì sera partiamo in un bel gruppetto verso le Gorges du Verdon.

4 giorni a scalare... tra calate nel vuoto, splendide vie (più o meno impegnative), birre e aperitivi di fine giornata in ottima compagnia, dopo intense giornate cercando di stare attaccati alle gocce calcaree che caratterizzano le splendide linee di queste pareti, decisamente aeree.

Hellfest
















Ste sullo spledido traverso di "Au delà du dèlire"
































 

lunedì 15 febbraio 2016

lunedì 21 dicembre 2015

Monte Nero (3344 m) - Couloir dell'H

PRESENTI: Ale e Luca.


Ormai il calendario segna le porte dell'inverno, ma temperature e ambiente ricordano più un inizio autunno. Avvicinamenti senza neve, spolverata bianca solo in alto e purtroppo nessuna possibilità di mettere gli sci...

Cogliamo l'occasione per visitare un posto tutto nuovo per noi, e con qualche ora di macchina in più del solito risaliamo, finchè possibile, la strada della Val Nambrone. 
Con un avvicinamento molto breve arriviamo al Rifugio Segantini. Aperitivo, splendido tramonto sulle Dolomiti di Brenta e risotto per cena, nel locale invernale la temperatura è tutt'altro che mite e passiamo la notte con il piumino pesante addosso.

Intorno alle 5 iniziamo a camminare per il vallone, presto Luca inizia a prendere a piccozzate il fiume ghiacciato in cerca di acqua, e dopo essersi surgelato le mani riesce anche nel suo intento.
Dopo un girovagare per morene e detriti reperiamo una traccia di sentiero, intorno alle 7.30, alle prime luci siamo all'attacco.

Dopo un primo tiro su ghiaccio l'itinerario diventa un canale nevoso che si inoltra tra alte pareti di granito e  dopo una breve zona con ghiaccio e rocce affioranti si arriva alla parte più tecnica. Qui un paio di tiri di misto particolarmente asciutti rendono l'itinerario dicisamente variegato, a tratti delicato su ghiaccio sottile, e molto divertente nelle sezioni dove si devono superare i massi incastrati, un'ultima lunghezza su neve ci fa uscire in cima, al sole con temperature quasi estive in una giornata senza neanche una nuvola...

Scendiamo per la normale che viene dalla Presanella e chiudiamo l'anello rientrando al rifugio, merenda rapida e andiamo verso la macchina. Ci concediamo una pausa birra a Pinzolo prima di iniziare il lungo viaggio in macchina, contenti della bella salita in questa strana giornata di dicembre.
















mercoledì 20 maggio 2015

Monviso (3841 m) - Parete Sud

PRESENTI: Ale, Masa.

Difficoltà: II :: 5.3 :: E3
Esposizione: Sud

Raggiungendo le valli cuneesi, per fare scialpinismo, percorrendo la pianura con alle spalle Mondovì, non si può fare a meno di notare il Monviso svettare sui suoi vicini. Spesso con la nostra ripetitività  commentiamo: "Ma quanto è bello il Monviso!" "dovremmo andarci in cima prima o poi"

L'idea di farlo con gli sci è sicuramente la più allettante: la stagione è quella giusta, qualcuno lo ha già sciato di recente e una telefonata in valle ci conferma le buone condizioni.

Parcheggiamo a Pian della Regina in un pomeriggio dall'aria estiva, prati verdi e già ben fioriti, e noi sullo zaino anche stavolta abbiamo gli sci. Verso quota 2200 inizia la prima neve e possiamo procedere con le pelli, la neve marcia non aiuta l'andatura ma arriviamo al rifugio Sella in tempo per l'aperitivo.
Condividiamo la serata in compagnia di tre simpatici ragazzi di Prali, in giro per canali da scendere in tavola, scambio di idee su detti e abitudini genovesi e torinesi, ma cerchiamo di andare a dormire il prima possibile.

Partenza per le 4, giriamo attorno al lago, iniziamo a salire il conoide e il successivo canale Barracco, la neve è abbastanza portante e alle 5 e mezza siamo al colletto... scendiamo sul versante opposto dove passa la via normale estiva e qui ci concediamo un pausa.
Proseguiamo risalendo il pendio che passa dal bivacco Andreotti, siamo fortunati e troviamo resti di una vecchia traccia che ci aiutano sia nella progressione che nell'individuazione, non banale, dell'itinerario.

Seguendo qualche bollo giallo sulle rocce tagliamo nettamente a sinistra percorrendo un traverso molto esposto, che sbuca al sole, per poi proseguire su un divertente susseguirsi di pendii canalini e crestine che rendono complesso e mai monotono l'itinerario. Salendo la nostra andatura rallenta notevolmente, a tratti la neve comincia a mollare un po' e arriviamo al passaggio dei Fornelli, piuttosto secco. Successivamente tagliamo a sinistra verso la base del canale finale che sbuca tra le due vette, dal colletto in pochi passi siamo alla croce di vetta!

Siamo più stanchi del previsto, nell'ultimo tratto abbiamo tenuto un'andatura imbarazzante, ma la neve era giusto che mollasse un po'... Mangiamo qualcosa un po' di brodo freddo e ci prepariamo subito alla discesa visto che le nuvole stanno avanzando rapidamente, ci gustiamo il momento di poter calzare gli sci proprio dalla vetta del Monviso, e iniziamo a scendere il canale. La neve ha mollato il giusto e si lascia sciare senza difficoltà, in breve siamo ai fornelli, dove siamo costretti a togliere gli sci e disarrampicare per l'assenza di neve (dopotutto gli sci nello zaino li avevam tenuti poco) subito sotto riprendiamo a sciare, la visibilità va e viene ma seguiamo le nostre peste di salita, qualche passaggio obbligato qualche pendio ampio ma su neve sempre buona, discesa sempre più variegata fino a prendere l'ampio pendio sulla destra che, aggirando il pendio dell'Andreotti, ci porta nel concone alla base.

Risalire al colletto Barracco sono 100 metri scarsi ma ci decidiamo ad affrontarli solo dopo una comoda pausa distesi nella neve, dal colletto neve marcia per tutto il canale che scorre verso valle sotto le nostre curve: sembra di sciare su un fiume. Giungiamo al conoide totalmente nella nebbia che complica leggermente l'individuazione della direzione corretta per Pian della Regina.
Ancora qualche curva tra pendii e roccette prima di caricare gli sci nuovamente sullo zaino e avviarci a piedi verso il basso.
La giornata si conclude con l'incontro casuale di un nostro "amico" valligiano che andava a pesca col figlio: due chiacchere, considerazioni sulla salita, strette di mano e un arrivederci alle condizioni estive.

Video