giovedì 9 giugno 2016

Escalade en Corse

Con una decisione dell'ultimo giorno, alla ricarca di un po' di roccia asciutta, pensiamo bene di prendere la nave... Fortunatamente il viaggio è notturno, visto che non si bene perchè, ma Genova-Bastia sono ben 10 ore...Giunti in terra Corsa, il tempo è ancora incerto e dopo qualche incertezza e cambio di programma andiamo nella Vallée du Tavignano per una via d'ambientamento, essendo ormai pomeriggio, dove la roccia si rivelerà da subito molto particolare e divertente...
Rientrati alla macchina ci attrezziamo per una cena nel parcheggio azzingarati come meglio sappiamo fare, ma l'appetito è decisamente elevato... Già in tarda serata ci portiamo nei pressi di Solenzara, in zona del più noto Massif de Bavella, accampandoci in riva al mare...

Il secondo giorno abbiam subito modo di verificare di persona come districarsi tra la fitta selva che caratterizza i sentieri che portano alle pareti, (i corsi lo chiamano maquis) una vera e propria jungla...
Con un po' di giri senza perderci troppo, siamo nel posto giusto, ci dividiamo sulle vie: "le dos de l'éléphant" e "Jeef". Uno spettacolo... Jeef ha un susseguirsi di bei tiri con differente arrampicata l'uno dall'altro, dove la roccia è un capolavoro...

Dopo la doccia, un'abbondante cena e una bella dormita, siamo dinuovo lanciati e approfittiamo di un altro suggerimento: "Acqua in bocca" alle "Teghie liscie"... la roccia anche oggi non delude, si passa da fessure a muri più tecnici... ma sono L5 ed L6 a lagnarci per bene... entrambi fuori misura (off -width) dove per progredire cerchiamo di incastrarci e strisciare con un' andatura poco dignitosa accompagnata da versi e lamenti... per concludere la via le placche finali di aderenza cambiano dinuovo le regole del gioco, ma anche queste non sono niente male.
A fine giornata siamo decisamente provati e la cena in compagnia è decisamente quello che ci vuole, arricchita da un po' di birra corsa...
 Per concludere la trasferta, l'ultimo giorno, vista la stanchezza, optiamo per qualcosa di più moderato alla punta d'Arghjavara, e dopo 2 vie e una doppia incastrata, per non farci mancare niente, ripartiamo in direzione merenda e traghetto verso casa.























































martedì 24 maggio 2016

Les Courtes (3856 m) - Via degli Svizzeri

PRESENTI: Ale, Pietro


Andare nel massiccio del Monte Bianco è sempre un vero spettacolo, il bacino dell'Argentiere forse è da considerare tra i versanti più belli. Le funivie già chiuse per la pausa primaverile gli danno un tocco ancora più selvaggio, anche se forse un passaggio fino all'intermedia di Lognan lo avremmo anche gradito...
Da quota 1900 si riesce a procedere in pelli e sotto un sole piuttosto agguerrito raggiungiamo il Rifugio Argentière. 
Passiamo il pomeriggio a mangiare e bere osservando l'imponente e spettacolare panorama che spicca davanti a noi... le impoenti Droites, le ripide linee ormai famose per lo sci ripido che scendono dall'Aiguille Verte, proprio in quel momento 3 ragazzi sono impegnati sul Couturier e osserviamo la loro discesa. Viste la giornate ormai lunghe non possiamo goderci il tramonto e alle 8 siamo già in branda..

Sveglia ore 2, colazione e scendiamo sul ghiacciaio scivolando malamente in sci viste le pelli già attaccate...alle 4 siamo nei pressi della terminale dove dopo qualche tentativo e alcune difficoltà riusciamo a superarla, senza farci mancare qualche numero da circo.
Proseguiamo in un primo momento, su neve un po' sfondosa ma dove iniza a impennare è subito ottima e facilita la progressione.
Impieghiamo più tempo del previsto a raggiungere la goulotte più ripida, reperiamo residui di una traccia del giorno prima, ma il ghiaccio è anche qui buono e divertente. Con 2 lunghezze siamo al pendio di neve. Da lì in breve raggiungiamo il sucessivo risalto ripido che si presenta con molta roccia fuori, lo superiamo con un tiro e siamo fuori dalle difficoltà. Da qui si sale per ripidi pendii di neve che con un po' di fatica ci portano in vetta.

Qualche nuvola comincia ad arrivare, acceleriamo i convenevoli, seguiamo la crestina e raggiungiamo subito il colle della Nord-Est, dove poco sotto ci concediamo una pausa ristoratrice, (per fortuna il formaggio non manca mai)... Via picche e ramponi e prendiamo un "mezzo" decisamente più comodo, gli sci...

Primo tratto su neve cotta, sembra dare il colpo di grazie alle gambe, ma poco sotto sul lato destro dove il sole ha battuto meno, la neve è quasi al top! Polvere! Un piacere da sciare... tra una pausa e l'altra per darci un po' di tregua.  

Sotto ovviamente diventa più pesante ma si riesce a scivolare bene anche sul ghiacciaio, recuperiamo ciò che avevamo parcheggiato in prossimità di alcuni sassi, ottima occasione per metter qualcosa nello stomaco. Proseguiamo verso gli impianti di Argentiere e per residue lingue di neve sulla pista riusciamo ad arrivare piuttosto in basso dove in neanche mezz'ora a piedi siamo alla macchina, stanchi ma superconenti.

Un giro splendido sia salita che discesa, per noi impegnativa e di tutta soddisfazione... pensare che gli Svizzeri C. Cornaz e R. Mathey l'abbiano salita per la prima volta il 31 luglio 1938 fa davvero pensare a cosa fossero in grado di fare ai tempi.