venerdì 5 maggio 2017

lunedì 1 maggio 2017

Aletschhorn (4193)

PRESENTI: Frank, Fra, Jack, Carlo

Il programma originale prevedeva quattro giorni e quattro vette oltre i 4000m, ma purtroppo il meteo non l'ha pensata alla stessa maniera, per cui il tutto si è trasformato in due giorni e una vetta, ma comunque soddisfacente.
Deciso di dedicarsi all'Aletschhorn, cambiamo comunque l'itinerario finale la mattina stessa a Brig, decidendo di non andare piu' al Mittelaletschbiwak, ma di partire dall'Oberaletschhütte, per evitare eventuali problematiche valanghive relative all'ultima settimana di precipitazioni.
L'avvicinamento prevede un lungo itinerario innevato solo per finta dalla recente nevicata, che ci porta a togliere e mettere piu' volte gli sci e a strisciare dolorosamente le pelli e le lamine su pietre e arbusti.
Arrivati finalmente nella vallata glaciale, saliamo verso il rifugio accompagnati da continui rombi di scariche di pietre dalle montagne circostanti, ma circondati da un ambiente comunque fantastico.
La cena abbondante e la quota non elevata del rifugio (2640m), ci permettono di recuperare a pieno le energie spese in salita e dopo aver dialogato un po' con gli altri pochi avventori sul giorno successivo, ce ne andiamo a riposare.
Colazione alle 3.30 e partenza mezz'oretta dopo, iniziando subito con la discesa delle scale che dal rifugio portano a dove abbiamo lasciato gli sci il giorno prima (circa a 2500m).
Dato il brutto tempo dei giorni precedenti non c'é traccia di risalita fino allo sperone che porta alla vetta, ma una coppia di aitanti svizzeri prima di noi battono la via per i primi 1200m.
Arrivati all'attacco dello sperone intorno ai 3700m, lasciamo gli sci e mettiamo i ramponi per coprire le ultime centinaia di metri che ci mancano alla cima.
Per lo piu' in conserva, su neve non portante e roccette affioranti, arriviamo stanchi, ma soddisfatti, alla vetta che gode di un panorama incredibile a 360 gradi.
La discesa è lunga, la nebbia e la neve molla rendono poco piacevole l'unica parte sciabile e il ritorno alla macchina, per lo piu' camminando, rendono la giornata ulteriormente provante.


















martedì 25 aprile 2017

Allalinhorn (4027) e tentativo bulgaro al Rimpfischhorn

PRESENTI: Frank, Adri, Masa, Gio

Appuntamento preciso alle 8.03 all'uscita della stazione di Visp (CH) e via verso Saas Fee per cominciare l'avventura sulle note di "Allallallalin-horn Allallallalin-horn Allallallalin-horn".
Dopo aver finito di sgranocchiare le fave dell'orto, prendiamo gli impianti fin dove possibile, compreso il curioso trenino nella montagna a 3000m. Dal Mittelallalin alla cima dell'Allalinhorn ci sono circa 600m che percorriamo insieme a tanti altri alpinisti in una bella giornata di sole tra qualche crepaccio evidente. Ci portiamo gli sci in spalla fino al culmine per poi scendere scivolando quasi da in cima alla montagna, dalla quale lo spettacolo intorno è notevole.
Scendendo recuperiamo un po' di materiale al Mittelallalin e poi viriamo verso destra per andare alla Britanniahütte, che raggiungiamo dopo aver ripellato e scarpinato ancora un po'.

Data l'alta stagione il rifugio è pieno, ma c'è mangiare in abbondanza per tutti e insieme agli altri ci rifocilliamo prima di andare a riposare negli affollati stanzoni.
Il giorno seguente la mitica cordata dei Bulgari si riunisce dopo qualche tempo di assenza dalle scene per cercare la vetta del Rimpfischhorn.
Partiti dalla Britanniahütte nelle retrovie del folto gruppo di alpinisti presenti, ci avviamo verso l'Allalinpass. In lontananza si vedono alcuni dei primi tornare indietro per il forte vento, noi pero' ci crediamo lo stesso e alla fine veniamo ripagati dal calare delle raffiche appena scollinato.
Continuiamo verso il versante da cui si accede alla rampa finale, che prevede ancora un avvicinamento lungo e faticoso, con qualche saliscendi che ci impegna oltremodo.
Sempre accompagnati da una vista magnifica sul versante nord del Rosa, arriviamo passo passo fino alla cosiddetta cima invernale del Rimpfischhorn (4008m), dove si devono lasciare gli sci per salire gli ultimi duecento metri con i ramponi.
Nonostante manchi poco decidiamo di accontentarci e rimandare la conquista della vetta alla prossima volta, pensando alle ripellate che ci attendono e al dislivello in discesa fino alla macchina.
Stanchi, ma tutto sommato soddisfatti di questi primi due giorni a 4000m, ci riavviamo verso valle, con sostina birra alla Britanniahütte e poi giu' fino a Saas Fee.

il Rimpfischhorn dall'Allalinhorn








la Britannia hutte

Stralhorn e Rimpfischhorn visti dalla Britannia


lunedì 24 aprile 2017

Diedro Nanchez

PRESENTI: Ale, Pietro.

Dopo la stagione invernale, come rientro su granito abbiamo proprio avuto una buona idea, anche se forse le nostre braccia non sono state della stessa opinione!
Quasi completamente asciutto, solo qualche fessura non regalava il grip sperato negli incastri.
Davvero una splendida via all'altezza della sua fama, ogni tiro ha il suo perchè e a noi ha richiesto il dovuto impegno! 

Abbiamo fatto anche un salto alla meno nota "Placca del Cacao" ma meglio non aggiungere dettagli sul circo e le scene pietose a cui siamo andati incontro su questo genere! :-)









giovedì 20 aprile 2017

Breche du Casset (3050m), Couloir "No fiesta"

PRESENTI: Ale

Difficoltà: 5.3 :: E3
Esposizione: Nord

In genere non mi piace andare in montagna da solo, durante le uscite preferisco parlare con i compagni, quando il fiato lo permette. Andare a spasso per monti sparando cavolate come se si fosse davanti ad una birra è sempre divertente e mantiene dell'umore giusto.
Stavolta i soci scarseggiavano e girava voce che nei versanti nord ci fosse ancora della neve meritevole!

Lasciata la macchina a "Le Casset" passo in un bel bosco ormai privo di neve, camminando su un bel tappeto d'aghi di pino arrivo alla prima neve. Per qualche centinaio di metri riesco ad usare le pelli ma poi di nuovo sci nello zaino, e mi inoltro su per il canale all'inizio molto ampio.
Salendo si stringe e si snoda incassato in uno splendido ambiente piuttosto suggestivo, gradualmente si impenna ma la neve diventa sempre più morbida, offrendo grande ottimismo per la successiva discesa.

La Breche è davvero piccola e inospitale, così mi tocca rinviare la merenda: disarrampico i primi metri causa pietre in cerca di un posto gradevole dove calzare gli sci. Poco sotto dopo aver scavato un piccolo spiazzetto per il cambio d'assetto, inizio finalmente a sciare.
Nella parte alta decisamente abbottonato: curvette saltate e un po' di circo, dopo il traverso tutto più tranquillo con qualche sosta per dar tregua alle gambe, ottimo firn sul conoide e di nuovo a piedi nel bosco.