lunedì 22 agosto 2016

Mont Maudit (4465) - Cresta Kuffner

PRESENTI: Ale, Enrico.

Piena stagione in zona Bianco, Rifugio Torino sempre un ottimo punto di partenza per alcune delle più belle salite della zona. Finalmente riusciamo ad organnizzare per la Kuffner, forse una delle più classiche ed estetiche creste delle alpi.

Partenza in piena notte e ci incamminiamo verso la Combe Maudit, puntualmente prendiamo il canale sbagliato per raggiungere il filo di cresta, così ci regaliamo un po' di cinema notturno per levarci dalla roccia marcia, frutto di un recente crollo. 
Aggiriamo questo tratto poco divertente sul versante Brenva, recuperiamo il filo di cresta salendo un canale nevoso e superando una bizzarra cornice, riprendiamo così la salita sul corretto itinerario dove arriva il canale dell'attacco diretto che avremmo voluto prendere. Abbiam perso un po' di tempo ma si sale bene e alle prime luci siamo nel tratto più fotografato della cresta, la famosa "meringa nevosa" che precede l'Androsace, dove i colori dell'alba ci regalano un vero spettacolo di luci!

Qualche incontro con altre cordate tra cui una splendida ragazza bionda, non frequente da queste parti, e procediamo lungo il filo, l'itinerario prosegue un po' su neve e un po' su roccia sempre divertente, fino ad uscire sulla spalla, da cui preseguendo lungo la cresta saliamo in cima al Maudit!

Direi una salita all'altezza della sua bella fama, rientro non dei più brevi e meritata birretta al rifugio Torino.













domenica 31 luglio 2016

Punta Gnifetti (4554) - Cresta Signal

PRESENTI: Ale, Luca, Masa


Prima c'è stata quella frase che mi ha attraversato la mente: "La Cresta Signal comincia ad Alagna, non al Colle Signal". Il genere di dichiarazione poco sfumata che uno si aspetta piuttosto di trovare in tedesco "Signalgrat beginnt zu Im Land"...o giù di lì.

Prima c'è stata quella frase, poi l'acido lattico. Il mio corpo deve aver interpretato questa ripartenza come un brutto tradimento ed ha trovato opportuno vendicarsi.
In effetti non mi sento di dargli torto, non troppo, quasi mille metri di dislivello per il Barba-Ferrero, quasi un'ora di pausa fatta di cibo e orzata fresca: riterrei anche io l'avvicinamento concluso. 

E invece non siamo neppure a metà. Ripartiamo, le gambe si irrigidiscono e mi torna in mente quella frase -"La cresta Signal comincia ad Alagna"- letta in qualche relazione che poi non ho stampato. Vera, verissima.
Il Barba Ferrero è un rifugio carinissimo, isolato e ben tenuto. Un'apostrofo rosa tra il sentiero fatto con le gambe che girano e la morena salita con le gambe di legno. La divisione netta tra il paesaggio verde, ricco d'acqua, pascoli e grandi foglie e quello tipicamente morenico glaciale.
Aggiungiamo quindi altri mille e qualche centinaio di metri e, dopo nevaio e roccette con ferrata finale, raggiungiamo la Capanna Resegotti.
Bivacco splendido: una ventina di posti letto, impiantino solare per avere luce, bombola del gas e necessaire per cucinare.
Ci mettiamo a dormire poco dopo le otto di sera, per adesso l'impianto elettrico non ci serve, sfruttiamo piuttosto le persiane.
La sveglia suona alle due, dobbiamo salire creste e pendii innevati e vogliamo trovarli in condizione.
Mi rigiro un po' nel letto ma non mi è concesso molto. Prima delle tre siamo legati e coi ramponi sulla neve.
Un primo tratto quasi pianeggiante di cresta nevosa ci porta a superare un primo risalto roccioso e quindi al Colle Signal.
La cresta prosegue senza dare mai troppa tregua, alternando tratti nevosi, sfasciumi (pochi) e salti di roccia.

L'individuazione dell'itinerario non è sempre banale ma tra i graffi dei ramponi, le relazioni e un po' di fantasia riusciamo a seguire una linea piuttosto sensata.

Con le prime luci spunta anche, là in alto, la Capanna Margherita ma raggiungerla è ancora impegnativo.
Ci osserva per quasi tutta la salita, ci guarda mettere friend, fettucce, arrampicare e ci sorprende anche quando superiamo qualche tratto "a cavalcioni".
Dopo poco meno di sette ore dalla partenza saltiamo su dall'ultimo sperone e siamo sull'altro versante: piedi sul ghiacciaio, la capanna vicinissima, il sole, tanto vento e i tanti alpinisti che risalgono dalla normale.
Ultimi metri da percorrere nel vento, la tensione cala e con lei le forze. Entriamo in Margherita e ci godiamo il riposo: due ore fermi, sorridenti ad un tavolo.
Prima di cominciare la discesa verso il Gnifetti ci regaliamo un rapido passaggio sulla Zumstein.



















Sugar in Margherita

Sulla Zumstein

giovedì 9 giugno 2016

Escalade en Corse

Con una decisione dell'ultimo giorno, alla ricarca di un po' di roccia asciutta, pensiamo bene di prendere la nave... Fortunatamente il viaggio è notturno, visto che non si bene perchè, ma Genova-Bastia sono ben 10 ore...Giunti in terra Corsa, il tempo è ancora incerto e dopo qualche incertezza e cambio di programma andiamo nella Vallée du Tavignano per una via d'ambientamento, essendo ormai pomeriggio, dove la roccia si rivelerà da subito molto particolare e divertente...
Rientrati alla macchina ci attrezziamo per una cena nel parcheggio azzingarati come meglio sappiamo fare, ma l'appetito è decisamente elevato... Già in tarda serata ci portiamo nei pressi di Solenzara, in zona del più noto Massif de Bavella, accampandoci in riva al mare...

Il secondo giorno abbiam subito modo di verificare di persona come districarsi tra la fitta selva che caratterizza i sentieri che portano alle pareti, (i corsi lo chiamano maquis) una vera e propria jungla...
Con un po' di giri senza perderci troppo, siamo nel posto giusto, ci dividiamo sulle vie: "le dos de l'éléphant" e "Jeef". Uno spettacolo... Jeef ha un susseguirsi di bei tiri con differente arrampicata l'uno dall'altro, dove la roccia è un capolavoro...

Dopo la doccia, un'abbondante cena e una bella dormita, siamo dinuovo lanciati e approfittiamo di un altro suggerimento: "Acqua in bocca" alle "Teghie liscie"... la roccia anche oggi non delude, si passa da fessure a muri più tecnici... ma sono L5 ed L6 a lagnarci per bene... entrambi fuori misura (off -width) dove per progredire cerchiamo di incastrarci e strisciare con un' andatura poco dignitosa accompagnata da versi e lamenti... per concludere la via le placche finali di aderenza cambiano dinuovo le regole del gioco, ma anche queste non sono niente male.
A fine giornata siamo decisamente provati e la cena in compagnia è decisamente quello che ci vuole, arricchita da un po' di birra corsa...
 Per concludere la trasferta, l'ultimo giorno, vista la stanchezza, optiamo per qualcosa di più moderato alla punta d'Arghjavara, e dopo 2 vie e una doppia incastrata, per non farci mancare niente, ripartiamo in direzione merenda e traghetto verso casa.