martedì 24 maggio 2016

Les Courtes (3856 m) - Via degli Svizzeri

PRESENTI: Ale, Pietro


Andare nel massiccio del Monte Bianco è sempre un vero spettacolo, il bacino dell'Argentiere forse è da considerare tra i versanti più belli. Le funivie già chiuse per la pausa primaverile gli danno un tocco ancora più selvaggio, anche se forse un passaggio fino all'intermedia di Lognan lo avremmo anche gradito...
Da quota 1900 si riesce a procedere in pelli e sotto un sole piuttosto agguerrito raggiungiamo il Rifugio Argentière. 
Passiamo il pomeriggio a mangiare e bere osservando l'imponente e spettacolare panorama che spicca davanti a noi... le impoenti Droites, le ripide linee ormai famose per lo sci ripido che scendono dall'Aiguille Verte, proprio in quel momento 3 ragazzi sono impegnati sul Couturier e osserviamo la loro discesa. Viste la giornate ormai lunghe non possiamo goderci il tramonto e alle 8 siamo già in branda..

Sveglia ore 2, colazione e scendiamo sul ghiacciaio scivolando malamente in sci viste le pelli già attaccate...alle 4 siamo nei pressi della terminale dove dopo qualche tentativo e alcune difficoltà riusciamo a superarla, senza farci mancare qualche numero da circo.
Proseguiamo in un primo momento, su neve un po' sfondosa ma dove iniza a impennare è subito ottima e facilita la progressione.
Impieghiamo più tempo del previsto a raggiungere la goulotte più ripida, reperiamo residui di una traccia del giorno prima, ma il ghiaccio è anche qui buono e divertente. Con 2 lunghezze siamo al pendio di neve. Da lì in breve raggiungiamo il sucessivo risalto ripido che si presenta con molta roccia fuori, lo superiamo con un tiro e siamo fuori dalle difficoltà. Da qui si sale per ripidi pendii di neve che con un po' di fatica ci portano in vetta.

Qualche nuvola comincia ad arrivare, acceleriamo i convenevoli, seguiamo la crestina e raggiungiamo subito il colle della Nord-Est, dove poco sotto ci concediamo una pausa ristoratrice, (per fortuna il formaggio non manca mai)... Via picche e ramponi e prendiamo un "mezzo" decisamente più comodo, gli sci...

Primo tratto su neve cotta, sembra dare il colpo di grazie alle gambe, ma poco sotto sul lato destro dove il sole ha battuto meno, la neve è quasi al top! Polvere! Un piacere da sciare... tra una pausa e l'altra per darci un po' di tregua.  

Sotto ovviamente diventa più pesante ma si riesce a scivolare bene anche sul ghiacciaio, recuperiamo ciò che avevamo parcheggiato in prossimità di alcuni sassi, ottima occasione per metter qualcosa nello stomaco. Proseguiamo verso gli impianti di Argentiere e per residue lingue di neve sulla pista riusciamo ad arrivare piuttosto in basso dove in neanche mezz'ora a piedi siamo alla macchina, stanchi ma superconenti.

Un giro splendido sia salita che discesa, per noi impegnativa e di tutta soddisfazione... pensare che gli Svizzeri C. Cornaz e R. Mathey l'abbiano salita per la prima volta il 31 luglio 1938 fa davvero pensare a cosa fossero in grado di fare ai tempi.


























 












giovedì 12 maggio 2016

Canale Madre di Dio

Presenti: Luca, Michele, Yuri

Difficoltà: 4.1::E1 


Condizioni nivo-meteo decisamente poco fortunate, non placano la nostra voglia di portare la stagione sciistica a ridosso del'estate.

Cerchiamo l'ultima neve nelle nostre amate Marittime, destinazione Vinadio, a fare qualcosa in zona rif. Bozano.
L'unico canale sufficientemente "ricco" di neve per essere sciato è il canale Madre di Dio.
Pendenza contenuta che permette di arrivare con le pelli fino ad un centinaio di metri dal colletto di uscita. Picca e ramponi hanno fatto una bella gita nello zaino.
Discesa piacevole, nella parte alta, su neve bagnata dala nebbia, ma non troppo pesante.
"Beton" colloso nelle ultime centinaia di metri di dislivello e quattrocentometri di discesa asciutta sci sulle spalle.
E' arrivato il momento di alzare la quota.




 Avvicinamento su sentiero

 Prima Neve


 Il canale dal basso


 Risalendo il Canale


Uscita al colletto


Drop-in

giovedì 28 aprile 2016

Verdon + Annot

Una trasferta in Verdon... sicuramente un bel modo per festeggiare il compleanno...
Dopo una partenza in tutta calma, e un viaggio rallentato dal traffico eccoci affacciarci al belvedere "la Carelle"... è metà pomeriggio ma l'entusiasmo c'è! così buttiamo giù le doppie e  saliamo la via "Sesupè", così da prender confidenza con il posto, essendo il mio esordio verdoniano.
Ancora un paio di monotiri in moulinette dalla ringhiera del belvedere, ed è ora di cena. Ci spostiamo verso La Palud, dove ci organizziamo per la cena: un'ottima pasta al pesto al vento... seguita da una birretta al caldo nel bar.

Notte accampati e al risveglio siamo accolti da sole e un poco di vento, ci incontriamo per la colazione con altri ragazzi anche loro venuti dalla Liguria...
Ben rifocillati andiamo subito a calarci nel canyon, con 5/6 calate e un tratto a piedi siamo all'attacco di "Pichenibule".

Che dire, una linea spettacolare, un viaggio nella storia dell'arrampicata, un capolavoro aperto da Jacques "Pschitt" Perrier nel settore Escales nel 1977, dove il vuoto è protagonista e andando sempre verso sinistra regala traversi decisamente aerei.
Giornata conclusa al bar in compagnia, dove ci concediamo omelette da veri signori, e alcune sempre gradite birrette.

 

L3

Pausa al Jardin des Ecureuils



L8

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L9

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P. e M. alla sosta dell'ultima lunghezza

L10 

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Lunedì mattina ci spostiamo ad Annot, cambio di genere e voglia di disagiare in fessura... stile come la Valle dell'Orco ma qui la roccia è arenaria... fa un po' meno male alle mani ma gli schiaffoni sono comunque abbondanti.